The winner is
A me il programma di Veltroni fa cagare (anche se i programmi - lo sappiamo - servono solo per non perdere le elezioni, perché in cinque anni di legislatura accade mediamente di tutto), l’idea che Ichino faccia parte del think thank poi mi mette anche un po’ di ansia addosso, la mozione Finocchiaro-Binetti sulla legge 194 mi sembra l’incendio di una polveriera.
Però di là che c’è? Il pirlone di Fini che dà lezioni a tutti e non ha mai vinto neanche una coppa del nonno e un nonno di nome Silvio che si fa mandare in pensione per qualche ora dalle dichiarazioni sulle liste pulite dell’avventato Bondi. Al palo e confusi. La scelta di Fi di candidare la Prestigiacomo al governo siciliano costituirebbe un gradevole piacere accordato alle nostre orecchie - perché si allontanerebbe la minacciosa sloganistica petulanza della biondo-azzurra dai palinsesti televisivi nazionali - ma sarebbe anche un favore alla campagna elettorale del Pd. In ogni caso, la cassaforte trinariciuta della destra traballa sempre di più e con essa anche la fiducia nella auspicata passeggiata elettorale di primavera.
Bisogna ammettere che la campagna elettorale è sua, i tempi, i ritmi e le parole d’ordine sono le sue. Hanno tutti paura di lui. Siamo così in ritardo su tutto che anche un chierichetto sembra Voltaire.
Incredibile ma vero: il vero candidato alla vittoria finale è proprio Mr. Uolter.

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