Un americano a L’Aquila
Silvio B. che vuole offrire crociere ai terremotati abruzzesi mi ricorda Alberto S. mentre s’infratta tra le colonne dei porticati romani per imitare qualcuno di quegli eroi dozzinali da b-movie del west appena visti in una sala di periferia, ma subito pronto a dare la mostarda al sorcio che ha appena usato come una marmellata.
Il nostro Silvio B. è totalmente compiaciuto della sua totale mancanza di senso del ridicolo e della tragedia che non teme di usare il dolore pour epater les desesperaux e colmare il suo sogno da italietta anni ‘50 con una scenetta da Achille Lauro post moderno.
Magari rinvangando la sua spensierata giovinezza e gli anni della speranza. Compresa quella - ormai affidata al puro gossip - di farsi una scopata. Con chicchessia.

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