La beata trasmissione del castigo
Solo uno governo debole e impaurito (più un pezzo - si spera ridottissimo - di imbecilissima opposizione) nell’Italia dei Fede, dei Belpietro, dei Feltri e dei Giordano può impunemente adoperare il senso (distorto) di servizio pubblico per oscurare un vignettista e mettere la sordina a un giornalista già epurato e reintegrato, contro cui fino ad oggi sono state già adoperate tutte le possibili forme di pressione e ritorsioni, dai ricorsi in tribunale alle pressioni politiche e psicologiche.
Ma quanto è debole questo governo, sotterrato dalla crisi finanziaria mondiale che è anzitutto la sua crisi ideologica, politica e “culturale”; che inciampa sulle sue ronde; aggrappato a un orribile incitamento alla speculazione edilizia con la formulazione di un piano casa osceno e che qualche giorno dopo si vede crollare in testa una città intera? Che cos’è una trasmissione riparatrice ? se non una gogna per il “riparando”; chi gestirà quindi le lezioni, chi dirà che cosa è giusto o sbagliato dire, mostrare, commentare in una trasmissione del “servizio pubblico”?
Come si reagisce ai soprusi di un governo pedagogico che ancora ieri con Maroni attacca Crozza, cioè un comico?
Dov’è il senso della vergogna? Si è smarrito insieme con quello del senso del ridicolo?

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