Dispacci al vento
www.flickr.com
foreyesonly
Home

Venerdì, 20 Febbraio 2009

p

Tre parole

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 22:56

Mario Giordano direttore de Il Giornale ci delizia con una boutade arguta e di rara finezza intellettuale. In un breve ma intelligentissimo articolo ci comunica le sue illuminanti riflessioni. Secondo lui, Gianfranco Fini andrebbe bene come segretario del Pd. Accidenti! Come non averci pensato prima?
Noi non possiamo sapere da quale profondità emergano perle di questo tipo ma qualcosa di importante deve rodere se si arriva a tanto sfruttamento d’intelletto.
Dice homo petulans che Fini è “laico, sociale e antifascista”. Una provocazione. Arguta come l’autore, essa ci descrive per negazione le caratteristiche del leader dello schieramento opposto, quello di destra, che incidentalmente è anche il suo. In tre parole: clericale, asociale e fascista.
Stiamo parlando di Silvio Berlusconi?

Creative Commons
License
Questo testo è sotto licenza Creative Commons


Martedì, 17 Febbraio 2009

p

Resurrezione

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 10:33

Soru ha perso, Berlusconi ha vinto.  Cappellacci passava di lì per caso.
La cattiva notizia è dunque che il pd è morto. Quella buona è che non ne abbiamo mai avuto bisogno.
Se vince un Carneade qualunque in Abruzzo come in Sardegna perchè così vuole il Capo e tanto fortemente lo vuole da fare per sé la campagna elettorale significa che la maggioranza degli italiani - compresi quelli che non vanno a votare - non vede alternative a questa destra. E’ questa la responsabilità della nostra opposizione. Una responsabilità che viene da lontano.
In Italia manca un moderno partito socialista. Livorno è una bella città toscana che potrebbe ospitare una rifondazione su basi nuove, con adesioni individuali e non di partito. Lì dove ci si separò e tutto iniziò, tutto deve finire e ricominciare. Non saranno D’Alema e Bersani, non saranno Veltroni, Nencini o De Michelis a farlo, ma neanche a impedirlo.

Creative Commons
License
Questo testo è sotto licenza Creative Commons


Giovedì, 5 Febbraio 2009

p

Eluana e le parole che non servono

Archiviato in: Metodo — francesco @ 0:31

Io non so come facciate voi ancora a discutere di un corpo che non avete mai visto, di suppore che una vita che non avete mai neppure sfiorato non sia mai esistita per potervi costruire un alibi di santità e continuare ad ignorarne le conseguenze. Come credete che sia quel corpo su quell letto dopo 17 anni di vuoto cerebrale, senza una sola amicizia conservata nella memoria, senza una memoria con cui parlare, senza fame e senza sete?  Pensate di vedere uno di quesi suoi sorrisi ormai da cartolina guardarvi dal sondino con cui mangia, per ringraziarvi?
Provate a immaginare un cervello che pesa la metà e un corpo che pesa un terzo, un gesto che non si compie da 17 anni, 204 mesi, 6205 giorni, 148920 ore, 8 milioni e 935 mila 200 interminabili minuti. Non ci riuscite, vero? Peccato, perché basterebbe riflettere su questi numeri per provare un brivido lungo la schiena e tacere.
Io provo a immaginare quiell’immobilità e penso al muro che ha respinto senza muovere un dito tutta quell’infinità di parole e finte morali adoperate a sproposito da professionisti della coscienza.
Non mi arrabbio, perché da quel letto arriva la più straordinaria sentenza di inutilità della morale, della teologia, della cattiva coscienza, del parassitismo vomitevole dei media.
Le cose cambiano sempre: quando Eluana finalmente se ne andrà nulla sarà più come prima. Un solco separerà “noi” da “loro”. E sarà un solco lungo una penisola.

Creative Commons
License
Questo testo è sotto licenza Creative Commons


Disegnato da H P Nadig e Weblogs.us, modificato da Insolitacommedia e Fermate la pioggia. Curato da eyesweb. XHTML valido.