Dispacci al vento
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Giovedì, 18 Dicembre 2008

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Walter, un uomo solo

Archiviato in: Metodo — francesco @ 0:03

Penso che a nessun segretario di partito degli ultimi quarant’anni di vita repubblicana sia mai successo di collezionare una serie di No ripetuti e secchi come a Veltroni. Prima Villari, poi Bassolino, adesso Iervolino.
Ma temo di dimenticarne qualcuno.
E credo sia anche l’unico che si sia fatto dare dell’imbecille da un genio come Gasparri senza replicare.
Vorrei sapere che cosa aspetta a dimettersi.

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Sabato, 13 Dicembre 2008

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Donne in pensione a 65 anni

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 17:46

Si riapre il dibattitto sulle pensioni. Non erano mancati i segnali premonitori. Marcegaglia prima e alcuni economisti poi avevano preso la rincorsa per proporre un ritorno a Maroni per pagare gli ammortizzatori sociali necessari a fronteggiare la crisi presente e prossima ventura. Ora Brunetta propone l’equiparazione dell’età pensionistica uomo-donna a 65 anni, anche se volontaria e flessibile. (Personalmente sono favorevole alla parità e anche all’elevamento dell’età pensionabile seppur modulata per tipologie lavorative, ma non sono disponibile neppure a discuterne se l’obiettivo non è il miglioramento della quota pensionistica da consumare e anche dei salari. Appunto).
Il barile da raschiare, in fin dei conti, è sempre il solito: così quello già misero delle nostre pensioni rischia di diventare la diligenza con il far west intorno.
Politicamente parlando è un errore per il Pdl, quindi spero che vadano avanti. Le riforme pensionistiche si fanno con il consenso solo se l’economia funziona, o dà segnali positivi, diversamente ogni accenno a una sua riforma con desideri troppo smaccati di far cassa (per intervenire magari sugli ammortizzatori sociali) diventa un boomerang. Ringrazia la Cgil che ritrova in meno di 24 orel’unità sindacale perduta.
Avanti così, speriamo.
Solo sull’economia Berlusconi può e deve cadere. Con Alitalia abbiamo visto servito l’antipasto del suo funerale, ora si può cominciare a confidare sul fuoco amico. In attesa che si svegli la sinistra, ovunque essa sia e comunque essa si chiami.

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Mercoledì, 10 Dicembre 2008

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Su la testa

Archiviato in: Metodo — francesco @ 18:19

Magari lui non sarà proprio all’altezza di Letterman, ma è forse è il solo Letterman che ci possiamo permettere. In fin dei conti, l’avete mai vista la trasmissione di Fazio? Che cosa può incutere timore? Un’intervista alla Montalcini? un siparietto con Bocelli o la satira corrosiva e attualissima di Albanese? Oppure avete avuto la sensazione che fosse nell’aria un regolamento di conti con il conduttore ligure, reo di chissà quale colpa ? Credo che sia inutile anche tentare una risposta.  Ma che questi impudenti fascio-populisti della Cdl tentino di delegittimare Petruccioli per legittimare Villari e attaccare a freddo Fazio, è veramente troppo.
Riuscirà, intanto, il famoso partito democratico a difendere Fazio e Petruccioli come un sol uomo e attaccare la Cdl per il suo comportamento autoritario? Oppure si leveranno i soliti distinguo che non porteranno certo all’esautorazione di Fazio dai palinsesti Rai ma solo all’ennesimo indebolimento dell’immagine del PD?
Riusciranno i nostri eroi a non passare dalla parte del torto oppure anche il coraggio fa troppo “socialista europeo”?

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Venerdì, 5 Dicembre 2008

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Marce indietro

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 16:26

E’ durata lo spazio di una mattinata l’avventura dei tagli all’istruzione cattolica di Stato. Si sapeva già: la crisi non è uguale per tutti. “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli - ha detto Benedetto XVI - sono un diritto inalienabile”. Siamo alla riscrittura della Dichiarazione dei diritti universali e voi state qui a spaccare il capello?  Vorrei sapere quanto aspetteranno gli aderenti delle altre religioni a chiedere anche loro aiuti allo Stato italiano in nome dello stesso principio.

Mentre odo distinto il silenzio assordante della sinistra italiana, un rivolo di fumo si alza verso il cielo: è lo stato della laicità in questo paese. Non mi resta che aspettare la bacchettata di una qualche Commissione europea. E non certo per ripristinare il senso di una dignità ormai sepolta dalla banalità e dal calcolo politico. Quel ruolo è solo nostro e solo se lo vogliamo. Cerco invece di capire da quale buco possano uscire nel 2008 tali affermazioni apodittiche, che dicono tutto e spiegano nulla, grazie alle quali gli aiuti di Stato vengono equiparati niente po po di meno che a un diritto umano.
E pensare che solo un mese fa il papa mi aveva fato sperare. Aveva detto: “i soldi sono nulla”. Si riferiva al crollo delle borse e delle banche di mezzo mondo, ma qui si pensava che l’ecumenismo, almeno quello non fosse zoppo, che camminassse - magari non sulle acque del Giordano - ma almeno sulle proprie.
Naturalmente ora qualcuno sosterrà che quella frase faceva parte di una lettura più ampia, colta, carismatica e in odio al capitalismo. E certo: come se i soldi che pagano la Chiesa cattolica e le sue istituzioni fossero il frutto di un sistema economico diverso da quello capitalistico.
Anche il benaltrismo si prenderà la sua fetta del vostro cervello e qualcuno vi spiegherà che ancora una volta avete equivocato.
Io vorrei sapere che cos’altro deve accadere perché si armi il nostro piede.

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