Tutto questo (poco) si può fare?
Ci sono cose che scompaiono tutti i giorni e si ripresentano di quando in quando la cronaca ci riporta all’attenzione il guscio vuoto di una storia di disperazione evitabile. La paura e l’indifferenza giustiziano inesorabili corpi e memoria, mentre tutto intorno a noi scorre come se niente fosse mai stato più normale di così.
Specie se non provi in via diretta o indiretta l’esperienza di un così grande dolore.
Ma per rovinarsi una giornata basta anche avere cattivi pensieri, brutti presagi sul tuo futuro, sul terrore di morire in modo indecoroso e ti accorgi che ti mancano anche cose piccole, poco o per nulla drammatiche, per le quali non puoi invocare il solito dio dell’emergenza.
Non sai se fai bene a mettere tutto insieme, ma non hai tanto tempo e poi, non c’è più rispetto.
Sicché, anche se non c’è niente di meno adatto di un blog per fare richieste a chicchessia - se non per puro gusto retorico - voglio sciabordare dalle funzioni solipsistiche del mezzo e spararle più grosse del solito.
E per dimostrare a tutti che l’onestà procede per raptus o non è, approfitto della campagna elettorale e rivolgo un appello (ussegnùr) non solo a quei partiti che si rifanno a una visione della società grosso modo simile alla mia, ma proprio a tutti e gentilmente chiedo:
1. Posso sperare di vedere finalmente attuata fino in fondo non solo la legge 194, ma anche la legge 180, quella sui ricoveri e le cure dei malati mentali?
(Forse l’ho detta grossa, ma non preoccupatevi, ora prendo una slavina e scendo a valle)
2. Mi vorreste dire un’ultima e definitiva volta quando andrò in pensione e se potrò sperare di averne una anche se ho effettuato versamenti contributivi a diverse casse o se dovrò indebitarmi per pagare la cosiddetta unificazione?
(Ora mi faccio trapano e foro il suolo)
3. Potrò finalmente vedere operare una nuova legge sui referendum che consenta a gruppi di cittadini di proporre leggi e non solo di abrogarne pezzi e brandelli?
Grazie.

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