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Domenica, 30 Dicembre 2007

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… e Buon Anno!

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 15:17

Questo 2007 è stato per me un anno rivoluzionario.
Il 2008 sarà un altro anno rivoluzionario.
Auguro a tutti voi una rivoluzione all’anno.
Auguro a questo paese laicità, coraggio e onestà intellettuale.
Per essere più ricchi e più felici, dentro e fuori.

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Domenica, 23 Dicembre 2007

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Buon Natale …

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 19:58

Arriva da Firenze l’ordinanza, con valore di sentenza, che scardina la legge sulla fecondazione assistita. Il giudice ha accolto il ricorso di una coppia e ha stabilito che le linee guida che vietano la diagnosi preimpianto degli embrioni sono inapplicabili perché contro la legge stessa e contro la Costituzione. È possibile quindi la diagnosi preventiva se c’è il rischio di trasmettere una grave malattia genetica, è lecito rifiutare il numero obbligatorio di tre embrioni se una gravidanza gemellare può compromettere la salute della donna.
(da Repubblica.it)

Toh!! La Costituzione, la laicità. A Natale.

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Giovedì, 20 Dicembre 2007

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Vuolsi così cola dove si puote ciò che si vuole

Archiviato in: Metodo — francesco @ 15:22

Va bene, il dialoghetto poco socratico ma molto istruttivo tra Saccà e Berlusconi conferma lo stranoto: il cavaliere, come Moggi, fa quello che ha sempre fatto. Inamovibile, inarrestabile è, socialmente parlando, un papa, come si commenta lui stesso.
Quel brivido di imbarazzo che scuote le membra mi rammenta che sono vivo. Non sto sognando, il paese di cretini è qui davanti a me. Ci sono due che parlano al telefono. In pratica si dice che la televisione pubblica è ancora nelle mani di Berlusconi. Lo avevamo intuito. Chi dice che è tutto normale è fuori dalla democrazia.
Ma è ora di guardare un po’ più in là.
Avete mai provato ad ascoltare una radio che non sia radio Capital o radio Deejay?
E’ anche peggio del tg4.

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Sabato, 15 Dicembre 2007

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Il Dalai Lama, “comunista” e “cinese”

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 16:23

Ogni tanto capita che qualcuno si risenta perché si adopera ancora il termine fascista per definire, in buona sostanza, il peggio del peggio della cultura politica moderna occidentale e lo si appioppi a chi ne ricorda i segni. E non lo si sostituisca, invece, e agevolmente con il suo presunto sinonimo - per orrori e nefandezze commesse da chi in suo nome ha eretto un sistema - comunista o magari sovietico o, come mi è capitato di sentire ultimamente, cinese. La risposta più facile è che per noi italiani fascista è sinonimo di autoritarismo: filologicamente e soricamente, dico, mentre per un polacco e un ungherese lo è comunista e che questo deve bastare come è bastato a molti comunisti onesti, l’epilogo dell’89, nonchè episodi del cammino che quel momento hanno costruito, per abbassare il tiro e mirare verso altri più modesti o anche diversi obiettivi.
Non sembra sia lo stesso per i fascisti. Ma tant’è.
Interessante, invece, è capire la vera ragione della differenza tra i due termini e i rispettivi significati reconditi che si portano appresso. E questo dalla voce insospettabile di chi dovrebbe essere (e in effetti è) il più acerrimo nemico dell’ultimo vero grande sistema comunista della terra: il Dalai Lama.
Dall’intervista a Repubblica. Domanda: Durante l’adolescenza, il suo paese è stato invaso e lei si è ritrovato a trattare con il Grande Timoniere, Mao Zedong.
Risposta del Dalai Lama: Lo incontrai nel 1954 a Pechino. Mi trattò come un figlio, mi diede consigli. Mi aveva quasi convinto ad iscrivermi al partito comunista. Ancora adesso mi considero metà buddista, metà marxista. Davvero, credo che il marxismo sia ancora la chiave di una giustizia sociale ed economica”.

E’ la risposta di un impostore? o quella di un abile politico che tenta di salvare capra e cavoli? Un buddista (io sono buddista) che si apre al nemico cogliendone gli aspetti “migliori”? Comunque sia, è una risposta “enorme”. E infatti passerà inossservata.
In ogni caso, né io, né nessun altro avrebbe mai potuto sostenere, né oggi, né ieri, che il fascismo è “la chiave di una giustizia sociale e economica”.
E questo spiega l’impossibilità di porre similitudini di qualsivoglia tipo.

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Mercoledì, 12 Dicembre 2007

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Luttazzi docet

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 13:51

La lettera che Luttazzi ha scritto a Ezio Mauro, direttore di Repubblica chiude la discussione. Leggere per capire. Se non capite siete degli asini.

E allora fatevi riconoscere.

Al Direttore di Repubblica:

è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte ( i furbastri più o meno interessati mi hanno un po’ stufato ): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira ( in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare. (Daniele Luttazzi)

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Lunedì, 10 Dicembre 2007

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Ruttoni

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 12:47

Pare che Luttazzi sia stato punito per aver espresso un’opinione personale sull’Enciclica Spe Salvi.
Alla faccia degli scandalizzati di ieri che pensano sia il caso di discutere di satira. (Ferrara, il capo bastone dei furbacchioni, infatti si è buttato sul piattino, sperando di convincerci che un bel dibattito è quello che ci vuole).
L’affermazione, se vera (e pare proprio che lo sia), conferma l’afflato medievale che da tempo incombe sul paese. Non che ci si possa stupire del potere vaticano. Ma la spettacolarizzazione della politica e della fede nel regalare tutto alla visibilità, aiuta il grottesco a diventare familiare. Il pericolo sta proprio qui. Ed è uno specifico televisivo.
Si cominciano a intravvedere gli untorelli, le pie baldracche, i leccaculo di professione che virano la barra. Ingraziarsi un parente prelato, o averne uno, sarà roba da vips. Tra poco avremo un reality per soli preti.
Anche la concezione della democrazia, vituperata in teoria e pratica in tutta l’Ecclesia, verrà assegnata di diritto alla cultura cattolica - segnatamente teologica - al prossimo Festival di Sanremo. Premio della critica, of course.
In buona sostanza, sapere che si può essere puniti per un’opinione su un documento papale (diciamo la verità: di nessuna importanza culturale, teorica e concreta per il mondo) rende tutti meno liberi.

Domanda: che cosa dovrà ancora accadere per mandare a fare in culo una buona volta questo clero e questa classe dirigente di beghine atee pornografe e senza spina dorsale che popolano la televisione pubblica e privata ? La politica dei Mastella e delle Binetti non inorridisce. Prossimi passi: per evitare confusione chiederanno che i finocchi siano spolpati vivi, ma mai crocifissi. Gente seria e pia, mica ciccioli.

Che cos’è la decenza di uno Stato di diritto e di una classe dirigente?
Se non morire, bisognerà almeno ferirsi per Luttazzi?
Mi viene voglia di chiedere asilo politico in Francia

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Domenica, 9 Dicembre 2007

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Buon Natale

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 19:51

Da ieri notte, ore 1 e 15 circa, sono senza macchina; un colpo di sonno et voila la macchina è da demolire. Sì, certo la dovevo cambiare. Aveva 12 anni, tanti. Il modello era superato. Come no.
Allora, mettiamola così: Babbo Natale mi ha fatto la macumba. Se lo becco, mi spoglio della mia neofita serenità buddista e gli faccio un mazzo così.

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Sabato, 8 Dicembre 2007

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Ruttazzi

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 13:28

Come fa uno come Luttazzi a dire quello che vuole e restare in televisione per più di 24 ore?

Semplice: deve convincere la proprietà di una qualunque emittente televisiva a prendere come dirigenti quelli che alla Mondadori ogni anno - per il Santo Natale - pubblicano le monnezze di Forattini senza che nessuno si offenda o sollevi scandali.
Perché se poi qualcuno si risente, come D’Alema qualche anno fa, apriti o cielo. Ne va di mezzo il tasso di liberalismo, di giustizia, di senso dello Stato, ecc. ecc.: tutte cosette di cui dovrebbero essere pieni fino a scoppiarne uno come Schifani e un altro come Dell’Utri, gli amici del Ferrara per l’appunto.
Certo, Luttazzi a volte “manovra” con escrementi e spesso senza ritegno. Ma almeno è preciso nella mira: non te ne arriva neanche un po’ addosso.

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Citazione di Luttazzi: “Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli p… addosso, Previti che gli c… in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”.

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