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Giovedì, 31 Agosto 2006

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Account

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 17:38

Ho pensato bene di rimettere in piedi l’account di messenger di codesto blog. Il ché non significa che mi beccherete sempre on line. Però, basta averne l’email, connettersi a messenger msn e aggiungermi ai contatti. Chi ancora non l’avesse, per sua intollerabile indolenza o peggio ancora, per l’indifferenza alle perle di saggezza che ammannisco quasi quotidianamente, non verrà punito, bensì premiato: può scrivermi dal blog, comunicarmi la sua e sarò io ad aggiungerlo nella lista.

Qui la giornata splende come un quarzo e pure la lettura dei giornali rivela illuminanti scenari.
La polemica sui fannulloni dimostra che siamo un paese alla frutta: pur essendone privi - come i mandarini della dinastia Ming - ci piace dare calci ai marroni. Pronto a contraddirmi, il Peres di  Israele dice (ma chi l’avrebbe mai immaginato?) che siamo coraggiosi, ma per fortuna non più “capitani”, e mentre apprendiamo che la Milano in balìa degli stupratori verrà salvata da un appalto, scopriamo che quella in balìa del calcio otterrà sorte analoga ma grazie a Ronaldo. E adesso che avete ben capito cosa significa essere fratelli, ponderate bene l’uso del preservativo o di qualunque altro strumento o comportamento ostruttivo. E non lamentatevi della crescita zero. Non si può trombare solo per fare un piacere ai comici.
Al proposito bisogna ammettere che sto centro sinistra è devastante più del napalm: da mesi non si vede una trasmissione di cabaret che valga una cicca.
Ridateci almeno Schifani e Gasparri.  

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Mercoledì, 30 Agosto 2006

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Un upload fallito

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 15:24

Non sono impazzito. Chi entrerà nel blog usando Internet Explorer più che un blog vedrà delle macerie, chi usando Firefox si accorgerà che manca qualcosa rispetto a due giorni fa.
Accade anche nelle migliori famiglie che andando per migliorare si finisca per peggiorare. L’ultimo upload di Wordpress è stato fatale al blog.
Il template meriterebbe l’oblio perché a metterci le mani dentro non ci penso neppure.
Adesso vedo un po’ cosa fare.

Update: Oops!! Sì, era proprio il caso. Grazie Carlo, per aver premuto il bottone in mia assenza. In quel modo non lo potevo vedere.
Adesso fino a martedì della prossima settimana è così. Poi si vede.

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Martedì, 29 Agosto 2006

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La guerra dell’Onu

Archiviato in: Metodo — francesco @ 10:52

Lo dico ora perché magari al primo vero scontro, o alla prima autobomba con morti e feriti, qualcuno si sveglia, a destra come a sinistra e inizia ad attaccare il bottone delle prefiche con il classico “ve lo avevamo detto noi che era rischioso” o comincia ad avvertire il solito “mal di pancia”
La risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dice che le forze dell’Unifil sono autorizzate a usare la forza lungo la cosiddetta Linea Blu, il nuovo provvisiorio confine tra Libano e Israele, sia qualora fosse minacciata l’attuazione del proprio mandato, sia qualora soggetti civili dovessero trovarsi sotto il tiro dell’una come dell’altra forza. Le regole d’ingaggio chiariscono bene come i militari dell’Unifil possano pure organizzare in via preventiva misure di controllo e di “difesa” e non solo respingere eventuali attacchi o situazioni di inferiorità. Organizzare autodifesa e “autodifesa preventiva” nel linguaggio dei conflitti a bassa intensità significa accettare l’eventualità del conflitto con tutte le sue conseguenze. Si considera possibile l’uso di “forza letale” per difendere le forza armate libanesi messe sotto scorta Onu, ma solo se la minaccia e’ armata. Tutto questo senza che vi sia l’obbligo di disarmare Hezbollah. Missili israeliani e libanesi pari sono. Infine, è bene ricordare che il mandato dell’impegno militare scade il 31 agosto 2007, non tra qualche settimana.
Per la precisione il punto 12 della risoluzione dice che si “autorizza la UNIFIL a prendere tutte le azioni necessarie nelle aree in cui tutte le forze sono presenti e nelle loro capacità, a assicurare che questa area non sia utilizzata per operazioni ostili di nessun tipo, a resistere ai tentativi di impedire con l’uso della forza dallo svolgere i suoi compiti come da mandato del Consiglio di Sicurezza, e a proteggere il personale delle Nazioni Unite, le strutture, le postazioni e gli equipaggiamenti, a garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite, gli operatori umanitari e, senza pregiudicare la responsabilità del governo del Libano, a proteggere i civili da minacce contingenti di violenza fisica”.
Cioè, siccome Israele il conflitto non lo ha vinto, questo semplice fatto non significa che le ragioni di un “conflitto” abbiano cessato di esistere. Ora però sono quelle che ha imposto l’Onu.
Non voglio mica dire che l’Unifil sia sul sentiero di guerra, però anche se l’esercito italiano adotterà il codice militare di pace per l’operazione, tutti i militari e i paesi che li hanno inviati vanno su di un fronte che è quello della guerra israelo-libanese e anche di quell’ordine mondiale che dopo fallimenti e illusioni non può fare a meno di prendere le cose sul serio, a maggior ragione dopo lo scacco iracheno della disciplina della guerra preventiva.
L’augurio è che tutto si risolva in una bella opera di ricostruzione del paese con tanti piccioli per tutti, che non ci sia bisogno neanche di una fionda, che si trovi il modo per far camminare un accordo che stabilizzi la regione, ecc. ecc., ma effettivamente, qualunque sia il risultato che la missione porterà a casa, è da mettere nel conto un sacrificio di vite umane assai più alto (per tutti i contingenti) di quello patito in Iraq. E dinnanzi a una simile eventualità l’Onu non potrà tirarsi indietro come di ritorno da una passeggiata.

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Venerdì, 25 Agosto 2006

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Discarica

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 16:35

Un aspetto dei più inquietanti della figura dell’ex presidente del Consiglio è che continui a piacere
Questo mago del trash, autentica  fucina di parole d’ordine, riducendo a linguaggio terra terra quello imbalsamato della politica, deve far baluginare nella testa di molti l’idea che lo spazio che si apre per i propri interessi sia ampio come quello di una prateria. Perciò non importa se il peana al cattolicesimo risulti né più né meno che un invito al culturalismo da parte di un divorziato blasfemo che mette sulla bocca di un morto la sua divina ascendenza. Questa è solo la cornice dello show fantastico che va in onda da dodici anni.
L’impressione è che a furia di guardare con gli occhi del leader non si capisca più se il rigoglio che si intravvede sia quello della flora e della fauna di una sterminata prateria vergine su cui costruire la terra promessa o piuttosto quello di una discarica a pieno regime.

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Giovedì, 24 Agosto 2006

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Missionari

Archiviato in: Metodo — francesco @ 10:29

Allora sembra proprio che le parti si siano invertite. La politica, come la vita, si prende spesso gioco delle posizioni più intransigenti, oppure nel mascherare la verità fa scorrere i suoi protagonisti da un lato all’altro dello spettro delle posizioni possibili.
Quelli che la guerra no senza se e senza ma stanno per andare - e con tutte le loro forze - sul fronte di una guerra tra le più pericolose in assoluto. Non solo perché la precedente guerra libanese è stata una delle più violente, sanguinose, lunghe guerre civili dell’ultimo sessantennio, ma anche perché il carattere mediorientale di quella che trascinò l’Occidente a una tale impotenza da far venire qualche cattivo pensiero, persiste integralmente. Invece, i discepoli dell’armiamoci-e-partite-per-l’Iraq-che-intanto-mica-andate-in-guerra, dopo aver di fatto preparato là le condizioni ideali per la guerra civile tra sunniti e sciiti che ha già fatto più di diecimila morti, esprimono cautela sulla missione, adducendo motivi che sostanzialmente si possono ridurre a due: mancanza di copertura politica e militare adeguata da parte dell’Unione europea, diffiicoltà oggettiva a individuare un percorso che porti in tempi ragionevoli a comporre la questione libanese e non solo in termini di cessazione del conflitto e riapertura di un periodo di stabilità nell’area interessata. Tutto giusto, tutto ragionevole. Ma quanto strano appare, però.
Del resto la stessa prudenza è stata chiesta dal signor Nessuno Rutelli che vorrebbe un impegno di tutti e 25 i paesi europei per giustificare l’intervento. Ma è anche l’emersione di una certa impazienza covata rosicando in un silenzio sempre più difficile da tenere a freno, anche tra gli alleati di governo. Stare - come tutti gli altri in questo mese - a guardare Prodi e D’Alema che sembravano essere diventati (anche un po’ sospettamente) il sale della politica estera mondiale - che tutti li chiamavano, li volevano, gli chiedevano ecc. ecc. - è stato un avvenimento di difficile digestione e anche sorprendente. Il knock out momentaneo della diplomazia americana ha aperto spazi impensati fino a ieri e chi ne ha in parte beneficiato è stata proprio l’Italia che ha saputo infilarsi nel pertugio giusto, l’unico suo - quello di potenza mediterranea - recuperando un ruolo disperso da quegli incapaci di Berlusconi e Fini.
Ora però è partita la reazione di chi cerca di portare la situazione alla ben nota e rassicurante mediocrità, quella che ci vuole o ruota di scorta del leader mondiale di turno o comprimari di una qualunque missione.
E non sarebbe neanche una cattiva idea recintarsi un giardino di aurea mediocrità dove poter godere in santa pace il nirvana delle nostre idee consolatorie. Ma non è possibile se ogni volta che sporgo la testa fuori dalla finestra vedo che c’è qualcuno che fa i salti mortali da un capo all’altro della mia strada e fa di tutto per non passare inosservato.

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Martedì, 22 Agosto 2006

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Avviso ai naviganti

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 13:16

Per una ragione che mi è del tutto sconosciuta mi sono accorto solo ora che sono spariti un grande numero di links tra i miei blog preferiti.

Chiedo scusa a chi si è visto “cancellato”, ma non è accaduto per colpa mia.

Anzi, chi si ricorda di essere stato inserito nella mia lista prima della fine di luglio mi faccia un fischio e se sa provi a spiegarmi come può essere successa una cosa simile.

Update: ne ho aggiunto parecchi, ma l’impressione è che ne manchi ancora qualcuno.

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Lunedì, 21 Agosto 2006

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Rientrante

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 11:44

Oggi sono finite le ferie. Ho capito - e dopo aver patito e provocato i soliti sostanzialmente inutili dolori - di aver speso un biennio in illusoria trasferta.
Il rientro dovrà dunque essere integrale. Naturalmente anche questa è una duplice illusione: ritornare dove si era e farlo come reindossare un abito. Ma devo cominciare ad ammettere gli errori se voglio distinguere tra cocci rotti e cose salvate.
Mi sembra di rivedere - tra timori e qualche rimorso - tutto quello che genericamente si chiama “casa”. Forse ha ancora fondamenta solide e non è poi così malandata per viverci bene.
Adesso, per cominciare, apro le finestre e faccio entrare un po’ di aria fesca.

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Sabato, 12 Agosto 2006

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Genny Bibolotti Marsili

Archiviato in: Metodo — francesco @ 10:48

Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto di 62 anni fa. Genny è una giovane madre di un paese della Lucchesia, fino ad allora uno dei tanti. Solo dopo il passaggio di quattro colonne di SS al comando di Walter Reder e guidate per valli e paesi dai fascisti locali, la storia di quel paese, da quel giorno, non sarà più quella di prima.

Anche Genny, che stava accudendo suo figlio, mai avrebbe imaginato che il suo destino sarebbe stato segnato in modo incontrovertibile proprio quella mattina. Le ultime cose che si sanno di lei è che tentò di proteggere suo figlio nascondendolo e che prima di morire trovò la forza di tirare uno zoccolo contro i suoi assassini.

Voi potreste anche non avere un figlio, ma avete il vostro “zoccolo” a portata di mano?

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Venerdì, 11 Agosto 2006

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Zig zag

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 16:36

Non posso scrivere se non sto fermo. E stare fermo non è sempre una condizione fisica o sensibile. Lunedì riparto ma è come se non mi fossi mai fermato.

Tutte le volte che attribuisco qualche importanza alle cose che dovrò fare ci resto male. Ormai lo so, così comincio a restarci male in anticipo.

Però è sicuro che non posso scrivere nulla ora se non so come andrà a finire dopo.
Chiaro no?

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Martedì, 8 Agosto 2006

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Mamma, la Turco !!

Archiviato in: Metodo — francesco @ 11:19

A me Livia Turco non è mai stata troppo simpatica. Rigida, spesso banale, con quell’aria da bruttina stagionata associata a quella cadenza piemontese che le mie orecchie rifiutano quasi sempre (con poche eccezioni: una di queste è Piero Fassino), la Turco ogni volta che la vedo in video penso sia lì o perché l’impresa è disperata o perché qualcuno di più ascoltabile in quel momento non è disponibile.
L’impressione che ne ricavo quasi sempre è quella di una combinazione maldestra tra un funzionario di partito accasciato all’ombra di formule trite e ritrite e una maestra pensionata e un po’ suonata.
Ma se continua così, ai due ministri - Bersani e D’Alema - che da soli valgono questi 80 giorni di governo, aggiungerò anche lei nella lista dei presentabili a futura memoria.

Perché anzitutto in questo paese c’è assoluto bisogno di affermare, senza iattanza ma anche senza tanti discorsi ipocriti e ideologici, perciò nelle forme opportune ma chiare, che la sanità pubblica è un diritto e quindi chi vuole esercitarlo è libero di farlo oppure di scegliere altre strade, e questo riguarda non solo chi vuole usufruire di quel diritto, ma anche colui che il diritto lo rende attuabile.
In secondo luogo sarebbe ora che non faccia più scandalo l’idea che un direttore donna vale almeno quanto un direttore uomo, soprattutto se i criteri di scelta sono discrezionali, e il ministro, avendone facoltà, li adopera come crede. Scommetto quello che volete che non si sarebbero ascoltate pari prefiche e lamentazioni se la sostituzione fosse stata da un direttore uomo a un altro direttore uomo.
Infine, vorrei vedere che avesse affidato a qualcun altro che non fosse più che laico, come la Cossutta, l’incarico di rivedere le linee guida sulla fecondazione assistita, fermo restando l’esito del referendum.
A me perdere non piace, ma se devo proprio perdere, preferisco vedere perdere le mie idee, piuttosto che mettermi addosso quelle degli altri e sembrare una scimmia che balla su un muro.

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