Dispacci al vento
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Martedì, 31 Maggio 2005

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Embrioni in bilico

Archiviato in: Cose riformiste — francesco @ 1:40

Andate a votare e fate votare in coscienza quattro sì. Chi conosce da tempo l’onere del voto sa bene che scegliere significa sempre stare da soli con la propria coscienza. Il vantaggio per noi di centro sinistra è l’abitudine a tutta questa solitudine, considerato che orfani siamo e orfani ritorneremo.

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Lunedì, 30 Maggio 2005

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Allons enfants

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 10:15
Il No dei francesi alla Cosituzione europea è un risultato notevole. Siamo tornati al Trattato di Nizza del 2000, ma nulla si fermerà in Europa. Però questo referendum dice almeno tre cose: la prima è che il voto francese non è un voto contro l’Europa ma contro un "progetto" di Europa, la seconda è che il vento del liberismo è morto e sepolto; la terza è che i francesi sentendosi poco sicuri di decidere del proprio futuro con gli strumenti  tradizionali che fornisce loro lo Stato nazionale, non hanno creduto conveniente passare da un’incertezza già così grande a un’incertezza ancor maggiore. Se, come pare, liberalizzazione del mercato del lavoro e politiche dell’immigrazione si possono considerare gli scogli contro cui è andata a sbattere la navicella della costituzione europea qualche frescone potrebbe anche fare uno più uno e propinarci una spiegazione dell’accaduto di tipo "weimariano". Una sorta di "nazionalsocialismo" fuori tempo spazzerebbe allora il territorio di uno dei pilastri dell’Europa. E’ una sciocchezza, ma quei due elementi politici sono dirimenti per il futuro della società europea e su questi si giocherà il destino di quattrocento milioni di persone circa. Così come non vi è dubbio alcuno che se si sono ripresentati in questo modo significa che siamo in Europa e che sono necessarie risposte "europee" a questi problemi.
In realtà, questo voto ci dice che cosa è l’Europa oggi. Ci dà il senso di un’identità storico-politica assai diversa da quella che i legislatori avevano in testa mentre compitavano il testo della Costituzione. Speriamo che l’esito del voto francese faccia riflettere bene anche in Italia. Anche se dalle prime dichiarazioni non sembra proprio così. I Ds, che hanno come loro leader Romano Prodi - ex commissario europeo - che si dichiara "enormemente dispiaciuto" del risultato, farebbero bene a leggere in questo risultato - che in Francia è costato la divisione dei socialisti con Fabius schierato per il NO - un invito a capire che c’è lo spazio per fare qualcosa di diverso. I francesi chiedono "un sistema inclusivo di diritti e tutele", con strumenti adeguati per conseguirli e mantenerli, proprio come nel nostro piccolo li abbiamo chiesti noi. Questo impegno dovrebbe andar al di là di qualunque interesse istituzionale o di qualunque imbrarazzo personale nei confronti di Prodi. Se mercoledì prossimo in Olanda dovesse andare come in Francia, serietà imporrebbe un nuovo inizio. Si  sbandiereranno per l’occasione affermazioni apocalittiche sul  tempo e sui modi che non ci sono, che l’Europa è morta, e le compatibilità economiche ecc. ecc., proprio mentre si capisce che dall’Europa non si può più tornare indietro. E se gli olandesi diranno di SI, bisognerà dare comunque a questo senso di irreversibilità un senso diverso da quello di una trappola, la trappola da cui i francesi sono voluti uscire.

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Domenica, 29 Maggio 2005

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I soliti mal di pancia

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 1:05

Ecco, io per temperamento e per cultura politica, in un caso come quello che si è verificato nel centro sinistra dopo le decisioni di Rutelli e della Margherita, fossi stato in Fassino mi sarei sentito libero di scegliere e di decidere a mio piacimento. Avrei detto chiaramente che la partita era finita. Nel proporzionale se la Margherita va da sola, anche i Ds vanno da soli. Punto.
Questa coalizione non è detto che perda le elezioni del 2006, ma con le confligenti prospettive egemoniche introdotte dalla Margherita versus i Ds, i presupposti per rendersi affidabili come forze di governo si sono appannati, e anche se si riuscisse a convincere l’elettorato la governabilità sarebbe assai fragile.
Il punto è sempre il solito: questo è l’unico paese europeo in cui la sinistra deve chiedere il permesso ad "amici" e "nemici" se, come e quando avere un partito di chiara tradizione socialdemocratica. Sarà - immagino - anche responsabilità di chi continua a chiedere da anni. D’Alema, infatti, dice: "Male che ci vada, se la rottura nella Margherita diventasse insanabile, noi diventeremmo il primo partito d’Italia". Si continua a chiedere, insomma. Si aspetta il via libera. La si smettesse di farlo.
Proprio non riuscirei a trattenermi così tanto come fa il gruppo dirigente dei Ds dal far diventare - subito - il mio partito il primo in Italia, senza aspettare "rotture" che non siano quelle di chi li continua a votare.

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Venerdì, 27 Maggio 2005

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41 esimo

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 18:43

"L’Economist sbaglia a raffigurare l’Italia con le stampelle. L’Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini e su alcune regioni che sono fra le più ricche di Europa. Il nostro paese - ha proseguito Berlusconi - non solo è bello per i suoi beni artistici, culturali e ambientali, ma ha anche le regioni più ricche d’Europa. La ricchezza delle famiglie supera di otto volte il Pil annuo, abbiamo una percentuale altissima di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, abbiamo auto e di case di proprietà". (repubblica.it)
Ma Berlusconi per caso prende il viagra?

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La macchina del tempo

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 0:30
Mia madre si è operata di cataratta a entrambi gli occhi. Aveva una miopia fortissima e ora vede come una bambina. Se a settantacinque anni ci si riappropria delle facoltà e delle bizzarrie mai perdute dell’infanzia, il laser forse avrà restituito gli occhi alla sua mente, ma non alla sua memoria.
La macchina del tempo per fortuna è imperfetta.

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Giovedì, 26 Maggio 2005

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Un mercoledì da coglioni

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 10:52

Quando ieri sera, alla fine del primo tempo di Liverpool-Milan ho visto sbucare dalla tv il muso sorridente di un Berlusconi gongolante in tribuna, stretto tra le coccole del primo ministro turco Erdogan e quelle del sindaco di Milano Albertini, io - milanista da sempre - ho temuto, e forse anche segretamente sperato, che il Milan perdesse. Perché non ve lo so dire, ma non è così semplice separare gli effetti di emozioni contrastanti quando queste ricapitolano su di un unico individuo che ha fatto di tutto per essere tutto. Il masochismo ha dalla sua delle ragioni innocenti e persino ragionevoli.
Quando ieri ho saputo che la Fed aveva risposto a quel bischero di Rutelli: ma che film stesse vedendo quando disse di aver mangiato per tre anni "pane e cicoria"? che anomalo sarà lui e che avendo un sogno: "fare il partito democratico", non aspettasse troppo, ma cominciasse subito, ho sentito che Prodi stava dicendo le stesse cose che avrei voluto dire io. Sarà masochismo anche questo, ma conferma le motivazioni di fondo espresse poco sopra. La sensazione di liberazione si sarebbe completata, infine, se si fosse fatto un accenno all’altra chimera che agita i margheriti: la Democrazia Cristiana, ma non gli farò colpa della dimenticanza. In compenso - una volta tanto - ieri,  Prodi, rendendo  un servizio all’opinione pubblica - ha reso chiaro in un colpo che non si può più essere impunemente milanisti e di sinistra insieme, per avere almeno qualche parziale soddisfazione.
D’ora in avanti bisognerà scegliere: o coglioni di sinistra o coglioni milanisti.

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Mercoledì, 25 Maggio 2005

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A che cosa serve la filosofia - 1

Archiviato in: Abitatore del tempo — francesco @ 9:40

A mio parere di lettore, la filosofia è soprattutto un pensiero (che spiega il vero e il falso, il bene e il male) capace di compiere ogni volta il miracolo, inducendomi a credere che la vita sia altra cosa dagli incubi di tutti i giorni. Perchè la descrizione di un incubo che sarà, che è stato o che potrà essere è sempre rassicurante.
La filosofia più utile è, in fin dei conti, quella che sa misurare meglio - prima o poi - la distanza che passa tra un sogno e un incubo. (Meglio prima che poi?)

[Tanto per stare al gioco.]

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Martedì, 24 Maggio 2005

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Pilateschi pagani cristiani

Archiviato in: Metodo — francesco @ 14:30

Chi il 12 e il 13 giugno di fronte ai quattro quesiti referendari deciderà di astenersi convinto perciò di fare un servizio al Bene, all’uomo e persino a Dio perchè consigliato da chi ne interpreta segni e cammino in terra, si ricordi che chi consiglia oggi di astenersi ha deciso di raggiungere il suo risultato battendosi insieme con chi non ha avuto informazione sufficiente, con chi è totalmente indifferente ai quesiti posti e anche con chi spera di prendersi una rivincita politica contro la cultura laica e di "sinistra" di questo paese, per lo più schierata a favore della revisione della legge. (continua qui)

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Sant’Antonio da Montecatini

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 9:15

Si tratta proprio del solito gioco da blogger. E deve essere una cosa seria perché ho ricevuto almeno due nominations, sempre che non me ne sia persa qualcun’altra.

Per unirsi alla catena è necessario attenersi scrupolosamente al seguente ordine di brillanti quesiti. Perchè? Perché sì.
Procediamo con ordine:

Quantità di file suonanti nel mio hard disk:
Ora poco meno di 80 mb. Si tratta de Il Flauto Magico di Mozart e di Hotel California degli Eagles. Il mondo è bello perché è vario.

L’ultimo cd che ho comprato:
Se parliamo di cd vergini ne ho appena ordinati 50 pezzi. Lo ha detto Beppe Grillo che su Internet è tutto gratis, o no? A parte gli scherzi, l’ultimo cd acquistato è Hotel di Moby.

Canzone che sta suonando ora:
Nessuna. Sono ancora troppo intontito per ascoltare musica. Meglio approcciare la giornata con un inutile radiogiornale. Ma oggi credo che sarà il turno dei Coldplay.

Cinque canzoni che ascolto spesso ultimamamente:
Facciamo cinque cd, dai. Take a chance on love di Jane Monheit, It’s time di Michel Bublé, 18 di Moby, The look of love di Diana Krall e A rush of blood to the head dei Coldplay.

Altre cinque persone cui risparmiare la fatica di scrivere un post:
Provo a dire: luca, ottovolanteliala, jongleur, ombra e Domiziano.

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Lunedì, 23 Maggio 2005

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Post n. 456

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 12:00

Quel pomeriggio, quando la radio della piscina gracchiò non volli credere alle mie orecchie. Poi, mi voltai e incrociai lo sguardo di una persona che come me aveva distolto l’attenzione dai suoi pensieri per prestarne a ciò che stava per diventare vero. L’Italia era ai piedi di un magistrato e ora quel magistato era stato ucciso.
La sensazione fu di preveggenza e dicemmo, poi, quasi insieme: "Borsellino" e dicemmo giusto.

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