Terry e i barbari
Terry Schiavo è dunque morta. In un modo atroce, identico o forse peggiore, non possiamo sapere, ma solo immaginare, a come aveva vissuto gli ultimi interminabili anni della sua povera esistenza. Una morte di stenti, invece che dolce, anche se non consapevole è sembrata migliore. Il clamore, gli strepiti e le battaglie di fede non hanno infine chiarito nulla.
Non si può dire che si sia stati sbrigativi, che non si siano interpellate le più alte consapevolezze del pianeta, che le coscienze non si siano mosse per una morte mai tanto coerente con un percorso di vita.
Se si doveva proprio fare, si doveva fare incoerenza.
Quello sarebbe stato un segno tragico e perciò accettabile: abbiamo preferito un congedo barbaro. Senza fretta.
Come se non ci fosse abbastanza urgenza per assumersi delle responsabilità.

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