Dispacci al vento
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Lunedì, 28 Febbraio 2005

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Marketta burletta

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 13:27

Se Schwarzenegger è il sogno americano,
Bin Laden quello dell’Islam fondamentalista,
Berlusconi dell’Italia rampante,
non si può che essere anti-proibizionisti.

(Questo post l’avevo pubblicato il 1 settembre del 2004 qui.
Ora l’ho ripostato perchè a rileggerlo mi ha fatto ancora ridere. Poi, ho riflettuto che ultimamente sono stato assai critico con i radicali, ma tengo molto alla loro amicizia.
Io credo anzi, che l’accordo o lo fanno con l’Unione o non serve né a loro nè alla CdL, elettoralmente parlando. Però bisogna ripartire da zero.

* Ci sto provando a uscire da questo imbuto mentale nel quale mi viene da scrivere solo di attualità, qiuindi solo di politica, ma non mi riesce adesso.
Dopo aver letto le prime tre pagine di "Io uccido", mi si è seccato anche quel po’ di riso a bagno che conservavo in una bacinella in lavandino. Neanche Jane Monheit riesce a farmi uscire da questa tromba d’aria in cui sono entrato.
Invece, il tanto chiacchierato libro di D’Alessandro e Domanin "Filosofia dell’ipertesto" non è affatto un cattivo libro. L’introduzione è un mezzo suicidio, ma non c’è obbligo. Il libro è interessante. Leggete, invidiosi)

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Domenica, 27 Febbraio 2005

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Rivoluzione monetaria

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 21:54

Ciampi è una persona anziana. Ha fatto pure il partigiano e riceve al Quirinale partigiani con figlie giornaliste comuniste prigioniere in Iraq. E’ un uomo dei suoi tempi. Uno che crede ancora alla divisione dei poteri, alla Costituzione, allo Stato. Uno anziano, insomma. Ciampi deve capire che la testa di un uomo sulla quale i cui capelli sono così impazienti di crescere deve essere per forza la testa di un uomo dai poteri straordinari.
Non è che lo si possa capire subito. Com’è noto ci vuole qualcuno che sappia interpretare. Sì che poi a forza di parlarne male si finisce per compatirlo, ma ci si leva la soddisfazione di riuscire a capirlo. Il fatto è che il nostro presidente del Consiglio odia le sirene, tutte, non solo quelle del naufragio comunista, ma per esempio anche quelle della guardia di finanza, entrambe notoriamente persecutorie.
Ma da qualche parte bisognerà pure che cominci se si vuole fare piazza pulita e rinnovare il sistema. Il signor Ciampi si lasci guidare, si lasci consigliare. Previti libero è la miglior garanzia per vedere terminare ogni tipo di persecuzione con un po’ di spargimento di contante.

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Venerdì, 25 Febbraio 2005

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O’ animale asociale

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 0:47

Pezzotta:"Noi incontriamo ogni giorno disoccupati e gente in cassa integrazione". E il premier: "Cambiate frequentazioni". (repubblica.it)
Non so quanto odio e disprezzo ci debba essere in una battuta perché se ne possa giudicare l’aggressività come conseguenza della paura, della stanchezza o, invece, espressione di un carattere, di una (sub)cultura. Oppure se non sia da considerare come l’inequivoco messaggio della profonda estraneità, quasi antropologica, ma artificiale, del ricco e potente, sbattuta sulla faccia di chi non comprende le distanze.
Sembra di vedere il cammello passare nella cruna dell’ago in mezzo a uno stadio che tifa solo per lui, così stretta e lampante risuona la parentela con quello che non entrerà mai nel Regno dei Cieli, ma al massimo in Champions League, che smettiamo subito di credere alle parabole per giustificare comodamente una battuta come un’infelice iperbole.
All’inferno non manderemmo mai nessuno, infatti, noi siamo brava gente: anzi vogliamo sperare che un sacerdote, magari vicino a Cl, ripresosi dallo strazio di questi momenti e con l’aiuto di Dio, lo raccolga, lo confessi, lo purifichi e lo redima con la parola pietosa che fu di Don Giussani, anzi, del Gius.
Certo, è un disprezzo che - potete immaginare plasticamente l’azione nel suo fluire, se non vi fa troppo schifo pensare alla bocca del Cavaliere - esce con chiarezza, scandito con amore, accompagnato dal sorriso di chi la sa lunga. E volendo la si può allungare ancora un po’. I mezzi non mancano.
Arriverà entro poche ore l’ennesimo annuncio dell’equivoco di massa, sì. Così anche l’ermeneutica passerà alla storia come esercizio per scimmiette ammaestrate e non cassintegrate. Le frequentazioni giuste.

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Giovedì, 24 Febbraio 2005

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Radicali e pasticci

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 0:35

Leggendo le agenzie e i primi resoconti giornalistici sulla novella dell’accordo Unione e Radicali, della cui fondatezza politica ho fin da subito ampiamente dubitato per ragioni, a mio modo di vedere, lampanti, c’è da rimanere basiti. Da un no a un’intesa motivato politicamente in modo forte, lineare e chiaro, siamo passati alla messa in scena di una commediola del no che fa a pezzi il senso del ridicolo. Da non credere ai propri occhi. E i risvolti sono pure un po’ preoccupanti, che sia o no l’epilogo dell’intera vicenda.
Se prendo per buono il testo dell‘Ansa, del tutto simile a quello che ho letto altrove e con il pregio di essere più sintetico e completo, sembra che le condizioni poste dall’Unione ai radicali fossero due: "Primo, una scelta di campo chiara a favore dell’Unione che valesse non solo per le regionali ma anche per le politiche; secondo, l’impegno a non sovrapporre la campagna per il 3-4 aprile a quella per il referendum, rinunciando alle liste con il nome di Luca Coscioni, presidente radicale e simbolo della battaglia contro la legge sulla fecondazione assistita".
Cioé, qualche buontempone dell’Unione, forse "un rametto", ma temo anche qualche bel ceppo, è andato a chiedere ai radicali "una scelta di campo chiara a favore dell’Unione che valesse non solo per le regionali ma anche per le politiche" e contemporaneamente la rinuncia "alle liste con il nome di Luca Coscioni, presidente radicale e simbolo della battaglia contro la legge sulla fecondazione assistita". Mi domando e dico: se chiedo di fare una scelta di campo a chi conduce da un anno una battaglia in nome della fecondazione assistita si presuppone che quella battaglia non pregiudichi a priori un’adesione al campo che dovrebbe essere scelto!! Oppure sì? Si voleva l’abiura? E da quanti altri la si desidera più o meno esplicitamente? La materia referendaria produce tale imbarazzo da dover essere affidata prima alla pura coscienza e poi essere messa all’indice della politica, per di più dalla coalizione del centro sinistra? E me lo venite a dire solo ora, dopo la raccolta delle firme per un referendum (che io, nel mio piccolo, anzi piccolissimo, avrei evitato)?
Intanto, al primo che da ora in avanti, a sinistra, si azzarda a molestare la figura di Zapatero levo il saluto. Poi, bisogna chiarire anche un’altra cosetta: liberisti sì, per la fecondazione assistita no? Buttiglione e Pera dunque andrebbero bene per allearsi con noi se fossero il segretario e il presidente del partito radicale. Buono a sapersi.
Ora, in ultimo, vorrei sapere perché Fassino è andato a mettere la sua faccia in questo ennesimo pasticcio. La Margherita ci ha mandato Marini.
Marini … capito?

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Mercoledì, 23 Febbraio 2005

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Causa ed effetti. Una folgore a verona

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 12:26

L’omicida di Verona, quello che ha regolato una prostituta e due poliziotti, l’investigatore privato Andrea Arrigoni era stato un parà della Folgore e aveva paretecipato alla missione in Somalia. Che c’entra? Probabilmente niente. Io non so, non sono certo che tra l’inquietante assenza di motivi della sparatoria e il suo autore, il nesso sia costituito dall’assenza di sotegno psicologico o terapia per menti tanto sconvolte al ritorno da missioni faticose e anche sconvolgenti, come sostiene il giornalista di Reporter Associati in questo articolo.
Non voglio entrare nel merito della questione così com’è svolta nel pezzo (che apre anche ad altri inquietanti scenari). Mi limito solo a considerare che al momento nessuno ha ancora sostenuto che un ex parà ha ucciso due poliziotti e una prostituta facendo risalire in qualche larvato modo alla sua cultura militaresca, se non militarista, alle sue esaltanti considerazioni sul valore della patria e dell’eroismo - parte integrante dello "statuto morale" del corpo dei paracadutisti italiani e non solo - la ragione o la cultura di riferimento di tanta violenza o abiezione. Che nessuno ha ancora sostenuto dell’immarcescibile spossatezza mentale del miltare sbandato quale frutto della mezza cultura fascistoide e della sostanziale mancanza di rispetto dell’altro di questa.
Insomma, non è vero che per la politica politicata, quella della tv e dei giornali, quella della propaganda che deve impaurire, inquietare e ammonire, tutti i Lollo sono uguali. Non credo di sbagliarmi se affermo che su questo evento non ho ascoltato e non ascolterò da esponenti qualsiasi della sinistra affermazioni speculari a quelle fatte nelle settimane scorse da esponenti di destra sulla sinistra attuale e di ieri muovendo dall’omicidio-strage di Primavalle. (E non perchè manchino identici elementi di possibile strumentalizzazione e ritorsione)

Ecco, questo è uno di quei momenti in cui capita di sentirsi con soddisfazione di sinistra. Anche se è difficile da spiegare a tutti quelli che non lo sono. Mi dispiace per loro.

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Martedì, 22 Febbraio 2005

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Frasi e fatti

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 12:44

"Avevo tre palazzi, ora non ne ho più neanche uno. Però mi son divertito come un pazzo"
Sentita ieri, in palestra, da un commercialista di mezza età che descriveva il suo ultimo (in ordine di tempo) "divertimento": 1.500 euro per una serata con una trentacinquenne che frequenta la nostra stessa palestra.
Capito: se avere una donna per qualcuno è un lusso, è giusto che paghi così tanto per averne una.

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Lunedì, 21 Febbraio 2005

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Benvenuta pigrizia

Archiviato in: Metodo — francesco @ 12:45

Ho imparato a lavorare bene non appena ho buttato nel cesso la convinzione che per farlo ci volesse una preparazione specifica. Sono sciocchezze: le basi dell’l'80% dei lavori odierni si imparano in un lasso di tempo che va dai tre ai sei mesi.
Certo, per arrivare a questa conclusione mi sono sorbito undici anni di ambiziosissima precarietà, anche ben pagata, nella quale era tutto uno sfogliare libri sulla qualità totale, la comunicazione del futuro, le statistiche sull‘outdoor in crescita e il digital divide. Non mi occupo più di capire che cosa devo farti leggere o capire o venire a vedere, perchè faccio l’impiegato in una piccola impresa, dove posso sfoggiare la mia presunta qualità totale nel prendere per il culo i miei titolari dalla mattina alla sera a causa della manifesta ignoranza su questioni che ormai sono solo di mia competenza. Ma non è solo così che ti diverti. Il fatto è che siamo così chiusi in noi stessi che possiamo davvero fucilare chi si odia solo con la propria immaginazione, e con lo stesso sorriso poi offrirgli un caffè non avvelenato.

(continua…)

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Domenica, 20 Febbraio 2005

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Iniziative positive

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 13:01

Ammetto di essere uno strano entusiasta. Alla mia età dovrei pensare a fare altro che non girare per la blogosfera a cercare novità. Poi, sono anche distratto e mi dimentico di segnalare quelle che hanno il pregio di essere contemporaneamente interessanti e semplici. In ritardo, ma doverosamente, segnalo, per esempio, Bardablò un’antologia di post, leggibile e scaricabile on line, giunta al secondo numero è un’iniziativa molto interessante, come del resto lo è quella della Biblioteca di Aletheia. Chissà che domani qualche volenteroso (io no eh?) non decida di creare una vera e propria enciclopedia dei post italiani, suddivisa per argomenti, che vada a compendiare il "sapere" accumulato on line e aggregato in vario modo. (Magari c’è già e non lo so).
Ad ogni modo, bravo Enrico e brava Clelia.

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Sabato, 19 Febbraio 2005

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Differenze manifeste

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 14:32

«Libereremo gli ostaggi se respingerete pubblicamente la politica del vostro premier organizzando a Roma una grande manifestazione di protesta contro la guerra». I terroristi spiegarono di averli catturati, «perché facevano spionaggio» e sottolinearono che «Berlusconi è un servo agli ordini del suo padrone». Questo è un brano commentato del comunicato emesso dalle Brigate Verdi, la banda di terroristi che catturò Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. (Ne ho trovato copia solo qui)
Quella manifestazione si fece il 30 aprile del 2004. La organizzarono materialmente, soprattutto, quelli che erano naturaliter contro la guerra.

(continua…)

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Giovedì, 17 Febbraio 2005

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Va bene Babsi, va bene Lia

Archiviato in: Metodo — francesco @ 21:19

«Libereremo gli ostaggi se respingerete pubblicamente la politica del vostro premier organizzando a Roma una grande manifestazione di protesta contro la guerra». I terroristi spiegarono di averli catturati, «perché facevano spionaggio» e sottolinearono che «Berlusconi è un servo agli ordini del suo padrone». Questo è un brano commentato del comunicato emesso dalle Brigate Verdi, la banda di terroristi che catturò Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. (Ne ho trovato copia solo qui)
Quella manifestazione si fece il 30 aprile del 2004. La organizzarono materialmente, soprattutto, quelli che erano naturaliter contro la guerra. Ma non naturaliter a favore dell’attività svolta dei tre italiani. Fu senza bandiere e senza "politica", come la volle il padre di Stefio che si dichiarò più volte contro la guerra.
Tanto per essere chiari, Fassino per l’occasione disse: «Credo che si debbano sostenere tutte le iniziative di carattere solidaristico e umanitario che vorranno organizzare i familiari degli ostaggi. Non c’entrano le adesioni dei partiti». Fassino ribadì allora proprio il carattere apolitico delle manifestazione previste o ideate nei prossimi giorni. Lo disse a chiare note, dopo l’incontro con i rappresentanti della Tavola per la pace, «bisogna favorire le adesioni individuali».

(continua…)

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