Beneficenza globalizzata
Federico Rampini su Repubblica.it di oggi adombra in finale di articolo che la presenza di turisti occidentali nelle zone colpite dallo tsunami abbia fatto scattare tra noi attenzione e solidarietà, per inverso, assai meno sentite di fronte ai seicentomila morti del terremoto cinese del 1976 e ai cinquecentomila del Bangladesh di sei anni prima. E direi che si può essere persino più espliciti e affermare chiaramente che è proprio così.
Ma non capisco perché si rampogni la globalizzazione e suoi presunti fallimenti. Ad oggi la globalizzazione è finanziaria e economica e l’eventuale fuga di Nike, Reebok e alte multinazionali da quei paesi colpiti dalla sciagura sismica, significherà solo uno spostamento anticipato della produzione verso la Cina, che - come dice il giornalista - era già considerata come una pericolosa concorrente. (continua…)

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