Dispacci al vento
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Venerdì, 31 Dicembre 2004

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Beneficenza globalizzata

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 16:12

Federico Rampini su Repubblica.it di oggi adombra in finale di articolo che la presenza di turisti occidentali nelle zone colpite dallo tsunami abbia fatto scattare tra noi attenzione e solidarietà, per inverso, assai meno sentite di fronte ai seicentomila morti del terremoto cinese del 1976 e ai cinquecentomila del Bangladesh di sei anni prima. E direi che si può essere persino più espliciti e affermare chiaramente che è proprio così.
Ma non capisco perché si rampogni la globalizzazione e suoi presunti fallimenti. Ad oggi la globalizzazione è finanziaria e economica e l’eventuale fuga di Nike, Reebok e alte multinazionali da quei paesi colpiti dalla sciagura sismica, significherà solo uno spostamento anticipato della produzione verso la Cina, che - come dice il giornalista - era già considerata come una pericolosa concorrente. (continua…)

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Buon anno

Archiviato in: Abitatore del tempo — francesco @ 12:54

Chissà come si vive dentro un frammento. Perché come si scrive un frammento me lo hanno insegnato Nietzsche e Cioran. Secondo l’apolide metafisico oggi non si può che scrivere in modo frammentario, per aforismi: la fine di ogni sistema è l’alba di questo nuovo modo di leggere e di scrivere il mondo, ma anche di viverlo.
Una parte di me ha bisogno di costruire un’atopia forse per mettere dei chilometri di saggezza tra sé, la possibile depressione e l’ansia che si accumula ogni giorno. Non ho più paura di vivere frammentariamente, e anch’io penso sempre più come uno
scettico sistematico, e proprio ora che i sistemi sono terminati nell’avvicinarmi alla realtà parto da un sogno che non fu quello di Pirrone, ma semplicemente il mio, per poi trovare un senso. il mio.
Così mentre scrivo, a volte mi distacco da ciò che scrivo: lo rendo estraneo; perché è vero che scrivere è come espettorare, non sempre, ma quasi sempre. Scrivere è “una ferita”, e anche un po’ come liberarsi della constatazione di quel dolore che ti arriva improvviso o che non può scuoterti attraverso la paura di esistere senza uno scopo dopo anni e anni di scopi buttati all’aria.
Anch’io, come Cioran - ma senza alcuna ambizione emulativa - sono pigro e ho come massima aspirazione quella di vivere nella più totale pigrizia.

(continua…)

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Lunedì, 27 Dicembre 2004

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Arrivato a casa

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 22:09

E poi resta il piacere discreto e affine alla nostalgia della sospensione. Tanto discreto che per essere rievocato c’è bisogno di farsi sorprendere dal desiderio di pensare alla sosta del viaggio che rifarai. Resta solo il desiderio sottotraccia di restare ancora un po’ nell’autogrill.
Ci sono dei posti dove l’illusione di essere al di sopra di ogni cosa diventa una sorta di affettuosa condiscendenza: al di sopra non nel senso che mi sento migliore degli altri o che capisco finalmente tutto quello che non ho mai capito fino a quel momento, semplicemente che mi abbandonerei a loro.

(continua…)

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Venerdì, 24 Dicembre 2004

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Break your leg

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 11:08

Dopo aver visto Vespa intervistato da Belpietro e per la prima (e ultima) volta la trasmissione "Punto e a Capo" condotta dalla moglie di Luca Giurato insieme con la loro cipigliosa donna di servizio Giovanni Masotti ho chiesto la cittadinanza inglese. Quella francese non bastava più. Sto facendo allenamento e mi hanno detto che là, la forma augurale preferita è appunto "Break your leg". Non è molto natalizio ma è un bell’augurio, anche se in qualche caso non bastevole.
Ci rileggiamo domani, credo.

Buon Natale

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Giovedì, 23 Dicembre 2004

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Autogrill

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 18:59

Ogni inverno ha il suo autogrill. A volte anche più di uno, ma è un caso raro. Di passaggio alzando il piede dall’acceleratore, scruto tra i vetri e le luci spostando il capo verso il basso se l’autogrill a ponte mi passa sulla testa o a destra e a sinistra se è collocato a lato della corsia. Ho sempre cercato qualcosa negli autogrill: come il volo è la vacanza, così l’auletta piena di cose, sgabelli e tavolini è l’oggetto dello strano desiderio di chi viaggia di fretta: la sosta. (continua…)

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Mercoledì, 22 Dicembre 2004

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Schieramenti

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 22:47

Ma Flavia Vento sta con Prodi o con Rutelli? Non vorrei che perdessimo per strada un patrimonio di esperienza televisiva e di genialità per via dell’unità politica del centro sinistra. Qui si sta parlando di una che riesce a far ridere di sé senza aver paura di sputtanarsi. Roba da far impallidire Bondi.

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Reality

Archiviato in: Metodo — francesco @ 21:23

Se la realtà dovesse assomigliare a un reality show non se ne farebbe niente. E magari fosse così. In caso contrario ci sarebbe bisogno di gente capace di raccontarla, come accadeva con Zavoli, Pasolini, Gregoretti, Loi e Soldati anni fa. Ma la realtà fuori dello schermo è per antonomasia o problematica o piatta, fatta com’è di cose troppo quotidiane. Basta scansarla quasi del tutto, rinunciando a capirla, acchiapparne qualche aspetto "spettacolarizzabile" e farlo frullare dal collaudato immaginario dei catodo-maestri, et voila, eccola diventare subito reality.

(continua…)

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Martedì, 21 Dicembre 2004

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C’è un paese

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 21:45

C’è un paese in cui accade che un ex presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri, ecc. ecc. dopo avere avuto acclarati rapporti con la mafia fino a un certo periodo di tempo - mettiamo gli anni ‘80 - venga nominato senatore a vita e poi onorato e giubilato al termine di un processo "infamante" conclusosi tra assoluzioni e prescrizioni.
E ancora, accade che un altro presidente del Consiglio, anni più tardi, paghi, tra gli altri, un assegno a un magistrato, ma poi al processo se la cavi tra assoluzioni e prescrizioni.
Sempre in quello stesso paese viene negato per sempre a dieci individui il diritto di candidarsi in Regioni, Province e Comuni per avere distribuito hasish (in modo palesemente provocatorio).
Ora, se voi foste la mafia non andreste a fare affari in un posto cui non si diventa più Assessori o Governatori se si regala hashish ? Così poi, non si corre il rischio di vederli diventare Presidente del Consiglio.

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Pubblicità Progresso. Acari non ne voglio più

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 16:54

La questione sta assumendo aspetti inquietanti. Non faccio a tempo a smaltirle che me ne inviano altre. Non so quale meccanismo infernale regoli l’attribuzione degli inviti, ma certo vedere il disclaimer rosso alla sinistra della gmail che dalla sera alla mattina mi attribuisce 4 nuovi inviti gmail da assegnare, mi da l’ansia. Penso che loro sappiano quanto io odi gli sprechi e perciò trovo scorretto che se ne approfittino in modo così spudorato.
Ormai ci sono più gmail in giro che acari e io ho fatto il pieno: me ne sono create quattro. Siate buoni, contribuite a levarmi di torno questi - spero ultimi - animaletti.

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Nomen omen

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 12:19

Rutelli dunque ieri sera si è preso la sua rivincita. Il fiore rupestre ha assunto le forme di una pianta carnivora e si è gustato il piatto freddo della vendetta ai danni dei Ds e di Prodi. Il tempo è scarso, ma ce n’è abbastanza per decidere di cambiare nome al centro sinistra per la quarta volta. Intanto si è dimostrato che per scassare un’alleanza non è necessario Bertinotti: basta un Rutelli qualsiasi. Se Prodi avesse ancora la presidenza dell’Iri, così come Berlusconi ha quella di un mucchio di altre cose, la forza del ricatto potrebbe diventare il colpo di reni del professore, quasi identico a quello del suo dirimpettaio, che nelle ultime settimane ha messo a segno il filotto delle sue riforme allo scopo di riacquistare la credibilità persa in questi ultimi mesi di legislatura. Invece ora che non è più nemmeno Presidente della Commissione europea, Prodi riserverà i suoi colpi di reni per le salite sulla Futa, in sella alla sua bicicletta. Consiglierei, per l’occasione, di indossare la maglia di una vecchia e fortissima squadra ciclistica degli anni 70: "Negroni", quella del "salame che vuol dire qualità". Rispetto alla mortadella, un passo in avanti.

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