Lettere d’amore
Non è che riesca bene a spiegarmi perchè proprio in questo momento, a quest’ora - che dovrei essere a dormire per essere pimpante domani - io mi chieda da quanto tempo è che non scrivo una lettera d’amore, pur non avendo mai smesso di amare. Allora prendo il manuale - che non so perché proprio di questi tempi ho ripreso in mano e mi sono rimesso a leggere, a leggerlo come se fosse un manuale - e consulto, alla ricerca di una spiegazione plausibile. Non l’ho trovata.
Anzi, l’avrei trovata, ma ho la sensazione che sia quella di Barthes e non la mia, e non foss’altro che per invidia, affermo che non è la mia. Parafraso il sacro testo: la lettera d’amore è insieme vuota ed espressiva. Cioè non ho un bel niente da dirti, ma siccome ti penso pur non pensando te, mi vieni in mente e ti scrivo. E’ questo niente che ti dono.

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