Dispacci al vento
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Domenica, 31 Ottobre 2004

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Lettere d’amore

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 15:21

Non è che riesca bene a spiegarmi perchè proprio in questo momento, a quest’ora - che dovrei essere a dormire per essere pimpante domani - io mi chieda da quanto tempo è che non scrivo una lettera d’amore, pur non avendo mai smesso di amare. Allora prendo il manuale - che non so perché proprio di questi tempi ho ripreso in mano e mi sono rimesso a leggere, a leggerlo come se fosse un manuale - e consulto, alla ricerca di una spiegazione plausibile. Non l’ho trovata.
Anzi, l’avrei trovata, ma ho la sensazione che sia quella di Barthes e non la mia, e non foss’altro che per invidia, affermo che non è la mia. Parafraso il sacro testo: la lettera d’amore è insieme vuota ed espressiva. Cioè non ho un bel niente da dirti, ma siccome ti penso pur non pensando te, mi vieni in mente e ti scrivo. E’ questo niente che ti dono.

(continua…)

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Venerdì, 29 Ottobre 2004

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Maturità come pesantezza

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 9:16

Quando si diventa vecchi, pardon, maturi ciò che un tempo scorreva, assume una cadenza. Una cadenza nè gradevole, nè sgradevole se si ammette di aver compiuto tutto quello che si doveva e se la coscienza sta zitta a sufficienza. Il tempo si allunga e si diventa miopi: i nomi sbiadiscono, o meglio, alcuni nomi che sembravano legati a noi per affinità elettive o immarcescibili esperienze di vita, assumono un aspetto diverso e ci sembrano nuovi, da riscoprire. Non leggo piu Il Manifesto e tralascio anche La Repubblica, a volte. Non amo più la stessa donna, né ho intenzione di amarne una di meno. Non mi appassionano più le discussioni interminabili di una volta, e senza disdegnarle, preferisco riascoltare e rileggere. Ho cambiato dentifricio e uso lo spazzolino elettrico, ho avuto sei cellulari, ho cambiato tre televisioni, due stereo, gusti musicali, continuo a non amare il cinema (mai poco come le automobili), anche se ne vedo persino troppo. Odiavo l’informatica: la mia tesi è stata una delle prime battute al computer, ora ci lavoro e ci gioco. (continua…)

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Mercoledì, 27 Ottobre 2004

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Consigli per innamorati

Archiviato in: Virgilio — francesco @ 23:16

Il linguaggio è una pelle: io sfrego il mio linguaggio contro il tuo. E’ come se avessi della parole a mo’ di dita o delle dita sulla punta delle mie parole. Il mio linguaggio freme di desiderio. Il turbamento nasce da un duplice contatto: da una parte tutta un’attività del discorso assume con discrezione, indirettamente, un significato unico che è «io ti desidero», e lo libera, lo alimenta, lo ramifica, lo fa esplodere (il linguaggio prende gusto a toccarsi da solo); dall’altra avvolgo l’altro nelle parole, lo blandisco, lo sfioro, alimento questo sfioramento, mi prodigo per far durare il commento al quale sottometto la mia relazione. (Parlare amorosamente, significa dissipare senza limite, senza soluzione di continuità; vuol dire praticare un rapporto senza orgasmo. Forse esiste una forma letteraria di questo coitus reservatus: il preziosismo)

Si sforzava il Lautremont: «Dove sono le cose? Nello spazio amoroso o nello spazio mondano?». «Dov’è il puerile rovescio delle cose?» Che cos’è questo puerile lo incalza Barthes: «E’ cantare, la noia, i dolori, le tristezze, le malinconie, la morte, l’ombra, il buio» ecc. ecc.- insomma, ciò che, si dice, fa l’innamorato? Oppure: parlare, cianciare, blaterare, passare in rivista il mondo, le sue violenze, i suoi conflitti, i suoi rischi, le sue generalità - ossia, ciò che fanno gli altri?

Da Frammenti di un discorso amoroso, Roland Barthes, Einaudi, Gli Struzzi, 1984, pp. 76, 77.

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Tutto chiaro

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 19:22

Buttiglione è un comunista. Ha fatto di tutto per farsi rispedire a casa e lasciare ancora Prodi a Bruxelles per spianare così la stada a Bertinotti per le prossime primarie dell’Ulivo. E’ inutile che lo prendiate in giro. Quando uno è un genio, è un genio: non dimenticatevi che lui legge kant e ball, tutt’in una volt.

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Lunedì, 25 Ottobre 2004

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Co. co. co. memories

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:23

Sono stato un co.co.co. nell’epoca in cui la prestigiosa stampa nazionale raccontava che quello era il marchio delle nuove professioni. Sembrava fosse un guaio non averlo. Erano gli anni 90. Ho iniziato a lavorare nel settore più precarizzato d’Italia: l’informazione. Dopo quattro anni circa, ho proseguito nell’odissea speranzosa di essere al centro del nuovo mondo, entrando nella stanza attigua della comunicazione professionale, dove la precarietà, invece, è la norma. Undici anni di spostamenti, adeguamenti, chili di cravatte e brevi periodi di inattività. Posso dire di aver anche guadagnato bene, di aver avuto la fortuna di capire se ero adatto o meno a fare quel lavoro. Lo ero. Nel 1999 alla scadenza dell’ennesimo contratto, ho deciso di ricominciare da zero. Da cinque anni mi occupo di tutt’altro e ho un contratto a tempo indeterminato. (continua…)

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Mercoledì, 20 Ottobre 2004

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Attenzione, arriva il laicismo

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 23:43

Sta per terminare una discretamente noiosa puntata di Ballarò, tutta appesa a numeri inverificabili e di cui ci dimenticheremo presto. Arriva sul finale la slavina Buttiglione, sotto la forma del laicismo incipiente, contrapposto alla “santa” laicità, quella che si apre all’assoluto. Da Mieli a Sacconi, passando per vaticanisti illustri, è stata tutta una querimonia contro il clima di crociata anticattolica che sarebbe alla base dell’attacco al povero Buttiglione. Si paventa addirittura un cristianesimo catacombale. (continua…)

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Domenica, 17 Ottobre 2004

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Si dice qualcosa di sinistra perché la si fa

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 15:29

L’avete letta l’intervista di Zapatero a La Repubblica? Io sì e devo dire che l’invidia che ho provato per gli spagnoli è stata grande. Sorprendono la laicità, i principi e i programmi espressi in modo piano, anche semplicistico se volete, ma serenamente, i sei mesi di governo e le promesse non tutte mantenute ma in gran parte sì, la mancanza di giri di parole, l’assenza di allusioni, il linguaggio comprensibile. Ecco cosa significa essere alla guida di un partito grande, forte e disciplinato. Ecco cosa vuol dire avere un leader che arriva dove arriva, grazie alle normali procedure della politica che sono pratica comune, convenzionale, tra gli spagnoli e la sua sinistra, (tra gli europei e la sua sinistra) . (continua…)

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Venerdì, 15 Ottobre 2004

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Condonation

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 16:33

Non voglio giudicare l’assoluzione definitiva del senatore a vita Giulio Andeotti dalle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso. Anzi, ammetto di credere a questa sentenza. Constato che è arrivata il giorno dopo il più grande condono edilizio della storia di un paese civile. Buffa, la coincidenza. Se tra qualche ora, doveste sentire un diffuso rumore di tappo, sarebbe solo un’altra buffa coincidenza. E’ che a Corleone si sono “tappati” in casa perché gli scappava troppo da ridere.

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Mercoledì, 13 Ottobre 2004

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Pensiero stupendo

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 12:36

“Fa molto male la Lega ad essere irritata: quell’articolo, bocciato, avrebbe consentito a un Capo dello Stato qualunque di concedere la grazia a Sofri senza il parere del governo. Votando contro quest’articolo, lasciamo nelle mani di Castelli il potere di fare rimanere Sofri in carcere”. Commento del ministro Gasparri sulla bocciatura di AN dell’articolo 24 della nuova Costituzione della “Casa Circondariale delle Libertà”.

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Martedì, 12 Ottobre 2004

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Prime volte e prime time

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 17:37

E’ la prima volta da quando esiste, che Berlusconi usa termini diversi dal solito comunista per insultare chi non la pensa e non agisce come lui. Va di moda l’oscurantista e l’integralista e Buttiglione non sfonda. Non è mica la Monaca di Monza, lui. Sembrerebbe dunque che anche le contumelie vadano in scadenza come gli yogurth. L’illusione massima, però, è credere di poterle rigirare come una frittata.

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