Dispacci al vento
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Giovedì, 30 Settembre 2004

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Si fa presto a parlare di ingratitudine

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 10:01

Leggo dello sdegno e della riprovazione per il comportamento tenuto da Simona Torretta e Simona Pari, considerato apparentemente oltraggioso nei confronti del povero Governo italiano, reo di aver loro salvato la vita e di non aver ricevuto in cambio neanche un “grazie”. Io non so che cosa si siano detti martedì sera le due Simone insieme con il Presidente del Consiglio e Gianni Letta a Palazzo Chigi ( cosa riportata da tutti i giornali e le agenzie di stampa), e sinceramente non me ne importa nulla. Ieri sera, val la pena dirlo, a Porta a Porta il mio funzionante udito ha percepito Simona Torretta ringraziare “tutte le istituzioni per quello che era stato fatto per la sua liberazione e quella dei suoi colleghi”. Forse poco, per chi si aspettava resipiscenza e pentimento nell’aver costretto questo governo alla sua prima vittoria politico-diplomatica (di vittorie militari credo non dovremo aspettarcene troppe) e forse più importante di quanto non si creda - a un anno mezzo di distanza dall’invio del contingente in territorio irakeno. Ancora meno per chi crede che andare in Iraq a rischiare la pelle per aiutare popolazioni “inferiori” sia una colpa da espiare con un arruolamento nel Battaglione San Marco, in qualche azienda di contractor, o almeno con un salamelecco pubblico nei confronti del Governo, magari con un pentimento in cinema-scope. (continua…)

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Dodici regole per vivere singles e felici

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 9:51

1) Non dire mai: “Questa è la donna della mia vita”. Dì sempre: “La vita mi ha donato questa donna”.
2) Non farti consigliare dal cuore. Può essere un equivoco: magari lo confondi con qualche segnale che arriva da più in basso. In questo caso, quando hai capito, dagli retta se vuoi, ma non temere: lei lo ha capito benissimo e le sta bene così. Sennò, amen.
L’amore è una pietanza che si gusta lentamente.
3) Frena la compulsione da shopping eventuale. Risparmia: il ristorante potrebbe essere più caro del previsto.
4) Non dire mai quanto guadagni e non chiederlo mai a lei.
5) Ognuno a casa propria, ma se la casa diventa comune, lo diventa anche la cassa.
6) Le donne non sono tutte uguali, gli uomini neppure, ma se becchi sempre lo stesso tipo di donna che ti fa star male, vuol dire che continui a farti scegliere.
7) Non fare il seduttore, non parlare troppo: “Taci e salvati”.
8) Trova sempre il tempo per te stesso. Ovunque, anche sul lavoro. Divertere è il moto primo del divertimento. Un allenamento costante che lei apprezzerà.
9) A volte un buon libro è meglio di una donna.
10) Se comportandoti così poi devi andare al night, allora vuol dire che nel tuo destino ci sarà sempre un matrimonio sbagliato.
11) Un single è per sempre, anche da sposato.
12) Naturalmente, se sei miliardario queste regole le puoi usare come carta da cesso. E fare come ti pare.

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Mercoledì, 29 Settembre 2004

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Settembre

Archiviato in: Luce del giorno — francesco @ 13:47

E di questo settembre bellissimo, pieno di sole, senza nuvole invadenti, attraversato dai profumi di un autunno dolce e incerto ne vogliamo parlare? Le stagioni sono destinate a cambiare, nel bene o nel male. Ora, a me che è capitato in sorte di vivere tra le giornate azzurre e gialle del settembre toscano, qui seduto al pc con le spalle alla finestra della coorte dove colano i panni, la testa è piena di belle cose da ricordare. Non c’è consolazione, ma nostalgia di mete còlte nell’assenza di pensiero e nella curiosità. Ripasso con la mente su quella strada che porta a Siena, passando dalla Certosa di Firenze. (continua…)

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Martedì, 28 Settembre 2004

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Lettera al Dizionario della Lingua italiana

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 23:56

Egregio signor Zingarelli,

inchinandomi al suo sommo sapere e al suo insigne progressismo, mi compiaccio di sapere che anche lo spaghetto di stasera è entrato a far parte dei lemmi della lingua che mi onoro di parlare, sotto la forma della mappazza.
Se avessi il suo numero di cellulare, le potrei messaggiare della doppia tranvata che mi ha testé smutandato. Magari, così, potrei collaborare con la sua pregiata azienda per far crescere il suo brand e con tutti i soldi che farò, diventare un perfetto fancazzista, invece di correre il rischio di fare il dog sitter per tutta la vita.
Se ci fosse la patente a punti per calcolare la sfiga di una mezzacalza come me, oggi, meriterei una fotosegnalazione da pirla (pirla fa già parte del suo dizionario: ho controllato). Non faccio mica dello spam, io.
Dunque, della prima tranvata ho già detto.
Ma oggi la sfiga sembrava un corona virus. Ero a passeggio in un’isola ecologica delle mie parti, quando mi è parso di vedere uscire da un concept store una fata bellissima, tanto che non ho potuto trattenere un’esclamazione onomatopeica: “Che ficata!!” - convinto fosse una badante popputa del Caspio o giù di lì. Invece quando l’ho vista da vicino era il ciospo più low cost che avessi mai incontrato. Ciospo, cioè un uomo, o quello che ne rimaneva.
Lo so, mi dovrei riconfigurare. E’ un po’ di tempo che mi sento bollito. Massì, erano solo pop-up, quelli che vedevo avvicinarsi, anche se erano da copertina!! Fa presto lei a sentenziare. Io non ho mai praticato il terzismo. Il mio fondo etico me lo proibisce. E non voglio finire a Bollywood! Ma con tutte queste liposculture in giro non si capisce più niente! Sembra di essere un soldato in Iraq! Ne ammazza di più il fuoco amico di una Shahid!
Senta, io avrei un’idea. Vorrei aprire un ecomuseo che conservi la testimonianza di che cosa era una donna prima dell’avvento della bioinformatica. Però, per farlo ho bisogno di parecchi soldi. Allora guardi, mi voglio guadagnare la sua stima e con essa anche tanti soldi in modo da poter realizzare il mio sogno e chiudere bene questa giornata orribile. Ho avuto un’illuminazione, un’intuizione alla Benjamin. Debord in confronto è una caccola. Ho trovato una nuova parola. Con questo colpo di genio potrei davvero mettere in saccoccia l’indispensabile per realizzare il mio obiettivo e lei arricchire il suo prezioso dizionario. Uno scambio alla pari.
Il termine é: merolo. Le fornisco la mia spiegazione.
Dicesi merolo, mero inteprete di reality show, abbandonato e sperduto in un mare caraibico di settembre a piangere e pregare per ottenere un ruolo in una fiction o, in assenza, su un cargo cubano.

Resto in fiduciosa attesa di sue comunicazioni.

P.s.: I termini sottolineati sono entrati a far parte del nuovo Dizionario della lingua italiana Zingarelli. E ce ne sono almeno altri seicentocinquanta.

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Ciao, Carletto

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 10:48

Avrei potuto conoscerti meglio, ma alle occasioni mancate sono legato quanto a quelle colte e dimenticate. Sono un impostore, quello sì, perché solo ora che non ci sei più , ti dico queste cose e te le dico forse proprio perché non ci sei più. Oggi so che tu sei morto e io penso alla mia di morte. Non so se mettere le mani avanti per consolarmi dicendomi che è così per tutti. Non vorrrei, ma l’ho già fatto.
Proprio di questi tempi, vai a morire, con un tumore al cervello diagnosticato il 5 agosto. A casa senza cura. Non avevi ancora cinquant’anni. Proprio ora che comincio a pensare alla morte.
La morte è un fatto individuale. Si muore sempre da soli e forse non è poi così drammatico come sembra. Poi se ne parla e diventa di tutti.
Ammetto che ho paura del dolore. Ho paura anche di vederla in faccia, almeno credo. Ho paura di tutti i discorsi che si fanno sopra di lei. Ho paura che poi quei discorsi siano inutili. Che in quei momenti mi toccherà rifarli. Non vorrei morire facendo discorsi a vanvera.
Morire: chiudere gli occhi e non sentire più niente significa smettere di esistere, “e addio ardore, addio ricordi”. Ehi, che male ci sara mai a esserci stati come non esserci mai stati, a diventare un romanzo per pochi, una leggenda tra chi ti ha conosciuto e anchi tra chi ti conoscerà grazie ad essa, un argomento, insomma, se non si sente più niente. Niente.
Vivere la morte come un gran presa di culo, senza riuscire a riderne è la più grande contraddizione del mondo.
Non credo tu credessi; io sì, ma parlo come un ateo, un materialista. Poi, in punto di morte, mi confesserò e chiederò a Dio perdono. E’ una gran bella cosa essere cristiani. Non so se anche tu hai poi espiato le tue colpe, ma non venire a dirmelo in sogno, non comparirmi stanotte, né in un’altra, nè a tradimento, perché intanto lo sai che non ci credo a ste cose e se non lo sai te lo dico ora.
Ma una cosa te la voglio proprio dire: la tua morte mi fa girare un pochino i coglioni.

Comunque, ciao.

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Lunedì, 27 Settembre 2004

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In ricordo di un musulmano che amava la democrazia

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 18:49

Spesso ci si chiede che cosa sia l’islam moderato ed è gioco facile rimanere perplessi quando si cerca di individuarlo, di mettergli addosso un abito che ci assomigli per colmare il gap di identitià che balza agli occhi quando guardiamo loro e la loro apparente perevicacia a non voler esser simili a noi.
Che cosa abbiamo in comune oggi con l’Islam? Dalla lingua, alle tradizioni familiari, fino al nostro attaccamento alla qualità della vita, alla democrazia, alll’ampio “spazio pubblico di discussione” (rawlsianamente parlando) che, pure, là esiste, ma fatica a strutturarsi, a darsi un volto soddisfacente, a farsi radice, sembriamo due mondi destinati a confliggere. Eppure esistono uomini che hanno dimostrato il contrario. Uomini che oggi sono una leggenda ma che ancora non sono abbastanza nostri. (continua…)

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Domenica, 26 Settembre 2004

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Iraq, ultima spiaggia

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 17:19

Leggendo l’Espresso di questa settimana, mi sono imbatutto in un interessante intervista a Joseph Noyes, ex sottosegretario alla Difesa durante le presidenze Nixon e Ford, oggi analista della Hoover Institution. Dopo aver definito “un errore strategico”, come da tempo si dice dappertutto (anche qua sopra e in tempi non sospetti) la guerra in Iraq, Noyes afferma che ora però “bisogna prima aiutare l’Iraq a rimettersi in piedi”. Che sembrerebbe una questione di carità pelosa, se non trapelasse dagli argomenti esposti un orizzonte da ultima spiaggia per le sorti della politica medio-orientale americana. (continua…)

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Giovedì, 23 Settembre 2004

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Iraq e terrorismo: alcune domande all’Ulivo

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 19:26

Forse il giudizio della storia sull’intervento in Iraq sarà severo. Però va considerato un fatto: questo figlio è nato. Sarà anche illegittimo, ma ora c’è e ora bisogna educarlo ed allevarlo”. Lo dice il Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano, in un’intervista apparsa su La Stampa e anche sull’Osservatore Romano.
On line c’è solo un pezzo che invita tutti “senza se e senza ma” a prendere atto della situazione iraqena e anche a individuare gli strumenti giusti per intervenire in una situazione caotica. “Di fronte allo «sconvolgente dilagare del terrorismo» – scrive oggi il quotidiano - è urgente individuare strumenti efficaci che facciano da argine alle violenze. (continua…)

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Martedì, 21 Settembre 2004

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Amore a prima vista

Archiviato in: Virgilio — francesco @ 15:31

Sono entrambi convinti
che fu un improvviso sentimento a unirli.
Com’è bella tanta certezza
ma l’incertezza è ancor più bella.

Pensano che non conoscendosi prima,
nulla sa mai avvenuto tra loro.
Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
nei quali da tempo han potuto incrociarsi?

Vorrei chieder loro
se per caso ricordano-
forse una volta tra le porte girevoli
un faccia a faccia?
un qualche “scusi” nella calca?
l’eco di un “ha sbagliato” al telefono?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.

Pronto non era ancora
a mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte.

Furono segni, segnali,
ben poco importa se oscuri.
Forse tre anni or sono
oppure il martedì recente
non volò via quella piccola foglia
di spalla in spalla?
Qualcosa venne perso e qualcosa raccolto.
Chissà se cominciò già con la palla
in quei cespugli d’infanzia?

Furono maniglie e campanelli,
su cui di buon ‘ora
il tocco si posò sul tocco.
Valigie appaiate nel deposito bagagli.
Fu forse un sogno uguale nella notte,
scomparso d’improvviso col risveglio.

Poichè ogni inizio
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
resta pur sempre a metà aperto.

(W. Szymborska)

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Sabato, 18 Settembre 2004

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Il comunicato inattendibile

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 18:30

Quindici milioni quattrocentonovantamila e cento sessanta lire (8000 euro) diviso cinquecentotrentaquattro (le vittime della scuola di Beslan, secondo le stime ufficiali) è uguale a: ventinovemila otto lire (quattordici euro e novantottto centesimi circa).
Di tutto quello che emerge dal testo è la considerazione che si ha del nemico: il suo esistere, e degradare essenziale, alla voce: costo.
E siccome lo si comunica, glielo si vuole proprio far sapere.
Mentre il comunicato inautenticabile, e perciò inattendibile, procede la sua marcia inarrestabile come nuovo elemento della scena del terrorismo di matrice islamica dall’Iraq alla Cecenia, gli attori si fanno evanescenti: i mediatori sono invisibili, i servizi notoriamente segreti, i silenzi ora diventano pratica preziosa delle istituzioni, la stampa ammutolisce e obbedisce, gli assaltatori, poi, sono sempre improvvisi nelle cronache televisive, mentre le esplosioni sono opera di kamikaze che si disintegrano.
Oggi, per la prima volta, un gruppo di attentatori rende pubblica la contabilità di un jihad finanziario servito per un attentato terroristico, allo scopo di manifestare la propria autonomia operativa.
Ma lo scopo vero è lasciarsi trasportare dalla magia dialettica che tramuta il nemico in costi e questi in altre pallottole. Allo scopo di uccidere un’altra volta, infinite volte, come in un incantesimo diabolico.
Anche se il comunicato fosse falso, si tratterebbe di un falso d’autore. A scriverlo non può che essere stato un terrorista.

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