Si fa presto a parlare di ingratitudine
Leggo dello sdegno e della riprovazione per il comportamento tenuto da Simona Torretta e Simona Pari, considerato apparentemente oltraggioso nei confronti del povero Governo italiano, reo di aver loro salvato la vita e di non aver ricevuto in cambio neanche un “grazie”. Io non so che cosa si siano detti martedì sera le due Simone insieme con il Presidente del Consiglio e Gianni Letta a Palazzo Chigi ( cosa riportata da tutti i giornali e le agenzie di stampa), e sinceramente non me ne importa nulla. Ieri sera, val la pena dirlo, a Porta a Porta il mio funzionante udito ha percepito Simona Torretta ringraziare “tutte le istituzioni per quello che era stato fatto per la sua liberazione e quella dei suoi colleghi”. Forse poco, per chi si aspettava resipiscenza e pentimento nell’aver costretto questo governo alla sua prima vittoria politico-diplomatica (di vittorie militari credo non dovremo aspettarcene troppe) e forse più importante di quanto non si creda - a un anno mezzo di distanza dall’invio del contingente in territorio irakeno. Ancora meno per chi crede che andare in Iraq a rischiare la pelle per aiutare popolazioni “inferiori” sia una colpa da espiare con un arruolamento nel Battaglione San Marco, in qualche azienda di contractor, o almeno con un salamelecco pubblico nei confronti del Governo, magari con un pentimento in cinema-scope. (continua…)

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