Dispacci al vento
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Domenica, 29 Agosto 2004

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Al posto suo

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:46

Chiunque abbia mai indossato una casacca di un qualunque gruppo o società di una qualsiasi disciplina sportiva e a qualunque livello l’abbia praticata, non può che provare un po’ di invidia ammirata per Stefano Baldini, premiato alla fine dei Giochi Olimpici ad Atene, con una cerimonia di chiusura che praticamente è dedicata a lui e al mito di Maratona.
Un annetto di vita per stare al posto suo lo avrei dato volentieri.

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Sabato, 28 Agosto 2004

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Olimpia

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 16:48

Li guardi spiccare il balzo, carpiare il tronco e avvitarsi per entrare in acqua, oppure volteggiare e raccogliere un cerchio e una palla lanciati da una compagna e a tempo di musica muoversi verso la postazione del movimento a seguire. Non so che cosa spinga ragazzi e ragazze a dedicarsi ogni giorno per un numero indefinito di ore a uno sport il cui obiettivo non è una palla che rotola dentro una rete, s’infila in un canestro, o spizzicata da due mani finisce fuori dal campo, e non è un corpo che taglia un traguardo, non è un guizzo delle reni che spinge la mano a toccare la tavoletta di fine corsia.
Uno sport in cui non sai subito se hai vinto o perso, se il primato è ottenuto o perso, se la medaglia è al collo tuo o del tuo avversario è un vero e proprio atto di fede verso il prossimo. Uno degli ultimi che la mia epoca concede.
Il risultato lo consegna uno sconosciuto: che si chiama giudice.
Anche noi che assistiamo, giudichiamo, ma non conta e ciò che noi vediamo fare da loro è lo spettacolo che a tutti loro è impossibile vedere. Ciò che i calciatori, i corridori, i nuotatori, i cestisti e i pallavolisti perdono è compensato (lo so per esperienza) dal risultato che mette fine allo sforzo: se arrivo primo o ultimo lo vedo da me e se segno il punto o il goal, pure.
Ma per ginnasti e tuffatori e in parte anche per lottatori e pugili, vivere, perché di questo si tratta, per essere giudicati primi o ultimi è aspetto che fa impressione.
Quei secondi o minuti che passano dalla fine del proprio esercizio atletico e il responso del giudice può far pensare per davvero alle mani degli dèi e ai loro capricci.

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Giovedì, 26 Agosto 2004

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Donna fa rima con sofferenza

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:48

Ricordo per niente il primo sculaccione di mamma, ma sono certo di averla detestata perché non era colpa mia. Ricordo poco la mia prima delusione amorosa, ma se me l’immagino, sono convinto di aver patito sofferenze indicibili, perché nuove, irreparabili, perché inattese. Ricordo male la mia prima insufficienza a scuola, forse quella assegnatami da un’insegnante suora della Misericordia alle elementari, oppure da una professoressa alle medie o alle superiori. Ma non pago delle sofferenze procurabili da una donna per volta, oggi mi sono preso la dose moltiplicata per sette. Da dentro una piscina di Atene, contro sette greche che avevano imparato a nuotare tre mesi fa, sette donne italiane sbagliando l’impossibile, tramavano per farmi diventare omosessuale. Dieci o undici volte mi ero risolto per il cambio di parrocchia, per poi recuperarmi ai supplementari. Una sofferenza indicibile. Alle donne italiane gli ori piacciono al collo, ma solo se regalati dal fidanzato? Se è così, si soffre meno di sicuro.

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Mercoledì, 25 Agosto 2004

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Ferri del mestiere

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 10:49

Ci si accorge che le ferie sono finite quando la sagoma del ferro da stiro assume dimensioni ciclopiche e inquietanti. Si piazza nel capino piano piano, fino a incombere come pensiero fisso durante la prime mattine, quando casa tua ti sembra un’abitudine appena sopportabile. Poi invade il territorio del pranzo e del primo pomeriggio. Ma non bisogna lasciarsi prendere dalla fregola di fare. La pila colorata di magliette e camicie è così bella, così romantica. Puoi guardarla e assegnare ad ogni colore le strade percorse, gli aerei presi, i ristoranti frequentati. In quell’iride ci sei tu e il tuo passato, quello che ormai non potrà levarti nessuno. Non si può distruggere un simile incantesimo.
Grazie a mia madre che si è stirata le prime sette polo, ho capito che bisogna attendere ancora, perché solo quando l’urgenza assumerà le fattezze del senso di colpa si renderà necessario l’intervento. La coscienza ha i suoi tempi e non bisogna accellerarne il flusso. Bisogna lasciarlo scorrere. D’altronde, c’è chi sull’argomento ha scritto cose definitive. E la mia esperienza dimostra che non si tratta solo di argomenti astratti.
Le mie sono state ferie colpose dall’alibi perfetto.

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Venerdì, 20 Agosto 2004

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Piccole gioie

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:56

Ne avevo solo sentito parlare, ma averne avuto le prove è stata una piacevole sorpesa. La cucina fiamminga è davvero eccellente. Vi dico solo del lapin à la vlamande o vlaams konijn, piatto assi gustoso. Sarà facile trovare della buona birra qui, dove se ne produce di strepitosa (la migliore che abbia mai bevuto). Innaffiate il tutto con una Grimbergen o una Bourgogne des Flandres e non vi dimenticherete tanto facilmente di un soggiorno nelle Fiandre.
Io ho appena terminato e non posso credere che da domani mi toccherà ritornare al surgelato. Temo che la depressione sia già dietro l’angolo.

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Ultime da Bruges

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 10:50

Mi hanno detto che in Italia fa un caldo soffocante. Sono tredici giorni che dormo senza aria condizionata e domani a Imperia mi aspetterebbe, previsioni corrette permettendo, una temperatura intorno ai 33 gradi centigradi con un tasso di umidità assai sostenuto. Se inizio a rifllettere sulle beate abitudini di questo viaggio, faticoso come tutti i miei viaggi, ma di una fatica che è la vera scusa per il quasi lusso che mi consento, potrei rischiare la depressione. (continua…)

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Martedì, 17 Agosto 2004

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Vlaams

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 18:58

Se non avete mai visto Bruges non ve la posso ne’ raccontare, ne’ spiegare. Ma se avete un amico che si picca di essere un bravo fotografo, portatelo qui. E` la prova del fuoco. Sia nello scegliere il soggetto, sia nel calibrare la luce, sia nel riuscire a decidere che cosa non fotografare, compito davvero arduo quest’ultimo. Per uno come me, che alla fotografia non da’ neanche del lei e’ quasi una consolazione.
Se non siete appassionati di pittura, potra` interessarvi poco constatare da vicino da dove provenga quella luce riprodotta nei dipinti dei fiamminghi rinascimentali, che allora desto’ stupore e ancora ne desta in chi si accosta per la prima volta a un quadro di quel periodo. Ma anche se non ve ne importa nulla, vi accorgerete di essere in un luogo la cui qualita’ e` altissima perche’ la bellezza qui e’ stata per molto tempo la leva di un circolo virtuoso che si incrementava di anno in anno. Poi e’ finita anche qui, ma cio’ che resta, insieme a cio’ che di nuovo e’ stato fatto, regala sempre lo stesso incanto. Bruges me la ricordero’ per sempre.

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Domenica, 15 Agosto 2004

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Arrivederci

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 18:07

Quella di Dublino doveva essere una tappa di una vacanza che avrebbe dovuto portarmi a Londra, poi a Bruges. e infine al mare. Niente di più. Ma i viaggi sono sorprendenti o non sono.
Ho sempre creduto che un viaggio debba essere corsaro. E’ il timore di alzarmi in volo con la pancia piena e il timore di perdere il gusto di vedere attraverso il ricordo, la molla di questa pigrizia piena di movimento.
Nulla è mai affascinante come quello che resta ancora da vedere. Niente, poi, in confronto a quello che mi sembrerà di vedere quando a casa un’immagine, una parola, un nome mi riporteranno dove sono stato e anche dove non sono mai stato.
Il viaggio è fantasia. Solo che ha delle buone probabilità di durare per sempre.

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Sabato, 14 Agosto 2004

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Bassi dublinesi

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 19:39

Me lo dovevo aspettare. Stamane l’addio a Londra è stato a dir poco rocambolesco. Il treno delle 6 e 30 per Stanstead non parte perchè non c’e` il macchinista. Immaginate le reazioni di cento inglesi in visita in Italia se fosse successa una cosa simile a Fiumicino. Qualche bestemmia è volata però. Arrivo all’aeroporto che l`aereo è già partito. Altro biglietto e alle 10 e 30, con un ritardo di mezz’ora si decolla.
Me lo dovevo aspettare perché il presentimento non esiste, ma quel sorriso me lo sono sentito stampare in faccia e poi ho immaginato di vederlo riflesso nello stupore della mia vicina, impassibile invece, con il suo libro di Isabella Allende, alla ricerca del suo paese immaginario, mentre i rollii dell’aereo mi sollecitavano l’andirivieni dell’altalena del mio cortile e mi riproponevano il sorriso della vertigine, di ciò che non si capisce mai mentre sta per accadere, che non si può prevedere, appunto, ma solo credere di presentire. (continua…)

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Venerdì, 13 Agosto 2004

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London food

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:01

Al bacon con uova fritto la mattina mi sono abituato. In una citta` in cui gli autobus portano a spasso una bellissima pubblicita` outdoor del caffe` (”Wake up in the morning and smell broccoli. Coffee irreplaceable”), pare strano che possano versarti del liquido marrone che macchia il latte la mattina e vogliano farti intendere che quella roba sia “irreplaceable”. Al dolce alla fiorentina (?!) composto da una base in cioccolato sopra un sottile strato di pasta sfoglia con cascata di mandorle incollate col bostic e anice, incastonate tra uvetta al quarzo, non penso mi potrei abituare. Alle brioches danesi (?!) la cui pasta ha un sapore inconfondibile di cartone non mi abituero`, anche se l’ho mangiata in Trafalgar Square. Avrebbe fatto meno danni una cannonata dell’ammiraglio.
Diciamo che come tutte le sere anche stasera ho mangiato. Ma non ho capito bene che cosa. Non voglio saperlo. La mia mente e` gia` al lavoro e sta rimuovendo con determinazione il gusto e prima o poi, sono certo, anche la forma.
Domani a Dublino mangerei dei tortellini burro e salvia.
Cameriere!!!

(Comunicazione di servizio per angelocesare: Piccadilly non ha piu` la pavimentazione gommosa)

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