Dispacci al vento
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Giovedì, 27 Maggio 2004

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Cossiga, Cofferati e Marco Biagi

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 12:40

I fatti. L’ex Presidente della Repubblica, lunedì scorso, va a Bologna per inaugurare una mostra; in realtà intende sostenere il sindaco uscente Guazzaloca. Lo sostiene adoperando questi argomenti: “Voterei Guazzaloca. Il mio sarebbe un voto in omaggio a Biagi, a D’Antona e a Tarantelli. E sarebbe un voto contro Cofferati, contro il movimentismo e l’uso improprio di parole che diventano pietre, che si trasformano anche in pallottole”. Oggi la sorella del giuslavorista Francesca a nome della famiglia di Marco Biagi irrompe nella campagna elettorale e si schiera contro Cofferati: “La famiglia Biagi condivide alcune delle cose dette dal senatore Cossiga” e “posso dire che tutta la mia famiglia e gli amici di mio fratello non voteranno per Cofferati”. Ghezzi, amico di Biagi li smentisce e dichiara di votare Cofferati. Nel frattempo ad Assago al congresso di Forza Italia, la platea dedica applausi a scena aperta al giuslavorista ucciso, forse a parziale discolpa di una certa smemoratezza che li aveva colpiti proprio in questi dolorosi gorni. (continua…)

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Mercoledì, 26 Maggio 2004

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Codici portoghesi vincenti

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 17:42

Copulare in pubblico e a ore prestabilite, e mai più di un’oretta. Questo fa la differenza tra un vincente e un perdente. Rocco Siffredi come personal trainer è nel futuro degli Europei di calcio.

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Giovedì, 20 Maggio 2004

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Vite all’asta

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 11:43

Si muore anche di sfratto. Accade a Sant’Agata Bolognese, cittadina in cui un antieroe si cosparge di benzina non appena si presenta l’ufficiale giudiziario alla porta. Si chiama Antonio Pirisi, pensionato dell’Arma, ma tanto il cognome è indifferente, quanto il nome potrebbe essere di chiunque altro. E non è un bel biglietto da visita quando ti suonano al citofono. Un progetto covato per settimane, giorni e minuti di silenzio assoluto, momenti nei quali il coraggio di affrontare la morte più atroce senza pensieri, sgorga evidentemente come un fiume carsico. D’altronde si può ben sperare di arrivare vivi all’appuntamento con la morte, ma in certi casi è davvero meglio arrivarci da pianificatori moribondi furenti. Una firma marchiata a fuoco sulla beffa e un ulteriore ingiustizia: il nuovo padrone, per la sua casa comprata all’asta, dovrà mettere mano al portafoglio per ricostruirsela da capo. (continua…)

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Martedì, 18 Maggio 2004

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Sonia Gandhi, l’italiana

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 18:45

Mi colpiscono sempre quelli che rinunciano a qualcosa che hanno ottenuto per diritto. Pier Paolo Pasolini definiva queste persone “adorabili”. Perché dei diritti possono fare a meno e vivere bene ugualmente. Perché, senza false illusioni in questo caso, le pretese sono assi più alte e si rinuncia solennemente al diritto di governare per avvicinarsi alla meta di una società più giusta, senza passare dal giogo della sofferenza e della violenza generate dal pregiudizio. Che a farlo sia un’indiana nelle cui vene scorre sangue italiano mi provoca un dolce imbarazzo, perchè alla memoria mi tornano le parole di quel grande poeta conterraneo (rievocate in tutt’altro contesto solo qualche giorno fa) e al tempo stesso mi permette di allontanare la mente dagli esempi della realtà in cui vivo. E mi dà pure qualche recondita speranza sapere che il gesto giunge, inatteso, da chi è anche un po’ italiana.

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Sabato, 15 Maggio 2004

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La vedova Calabresi dice

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 19:47

La mia generazione ha vissuto per la Storia che si fa sui libri, perchè quella molti di noi la vivevano con l’orgoglio puerile di chi deve vedere risarcita la vita dei padri e dei padri dei loro padri, quelli ingabbiati in una classe o in una provenienza geografica, quella che fa di te un sapiente in casa, un futuro dottore, ma per il momento solo l’appartenente a una tribù di apprendisti stregoni. Con tutto il bagaglio di iniquità, speranze, parole fatue, pietre e bastoni, esasperazioni e sciocchezze a buon mercato, passavamo da un acerbo tresette a un immatura dissertazione sul socialismo reale. Ignari di tutto, ci siamo immaginati, come pochi altri prima di noi in questo paese, la chiave di volta di un destino. (continua…)

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Giovedì, 13 Maggio 2004

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Libero

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 10:52

Considero questa prima pagina di giornale (Libero) opera di una mente spregevole. Opera di qualcuno che usa abitualmente la penna come una ghigliottina, quella prima pagina è intenzionalmente la più efficace delle risposte alle urla di orrore per le torture inflitte dalle forze anglo-americane agli appartenenti di quella civiltà dalla scimitarra facile. Un vero urlo di liberazione repressa. Una rivincita morale. Non c’è che dire, il confronto non regge: vuoi mettere una decapitazione con un paio di coglioni bruciati? La partita doppia dell’orrore in cui sguazzare con voluttà pulp si chiude in saldo attivo con la giustificazione ideologica di quel gesto. La nostra civiltà è più buona, possiamo permetterci qualunque cosa - confidando nella fedeltà dei torturatori ai propri manuali applicativi, molto in voga di questi tempi, che, pare, non contemplino la decapitazione. La fiera dell’orrore, nel frattempo, evolve: non è più solo la guerra con la sua scia di morti, mutilati e feriti, non più solo la lunga teoria delle torture o il raccapricciante episodio della decapitazione, ma la sua esposizione a fin di bene, l’exemplum medievale. Attendo fiducioso che si rilanci. Anche questa è la guerra. E c’è chi ci si adatta meglio di altri.

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Martedì, 11 Maggio 2004

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Pena di morte

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 10:49

Il primo grande segnale di cambiamento in Iraq, al famoso passaggio dei poteri, sarebbe quello di non condannare a morte Saddam Hussein. Invece, temo che nel passare i poteri, gli Usa passeranno agli iracheni anche l’idea che la pena di morte è un particolare ignorabile per costruire uno Stato di diritto.

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Lunedì, 10 Maggio 2004

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Vincere si può. Melfi

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 10:01

Manca ancora l’approvazione definitiva da parte dei lavoratori che si riuniranno in assemblea oggi per decidere, ma pare che non sia più tempo di riflusso anti-operaio. L’imposizione delle gabbie salariali (risultato matematico apparentemente infallibile e ovvio, linguisticamente un obbrobrio mai denunciato) secondo la famosa percezione liberista dell’economia, dirime meno la vexata qaestio del divario tra Nord e Sud del paese. Infatti l’ipotesi di accordo che i sindacati hanno siglato con la Fiat prevede un aumento di 105 euro lordi al mese a regime nel gennaio 2006; di questi il 50 per cento è previsto per luglio prossimo, il 25 per cento per luglio 2005 e il restante 25 a gennaio 2006. (continua…)

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Giovedì, 6 Maggio 2004

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Morire di paura

Archiviato in: Metodo — francesco @ 14:54

Metti un giorno, in piazza XXIV maggio a Milano che dall’albero più vecchio della città penzolino tre sagome che sembrano bambini e poi a guardarli bene sono, per fortuna, fantocci, ma impiccati e con gli occhi sbarrati. Indignazione, urla, pianti veri, bambini in carne ed ossa che si indignano, padri e madri che cercano il responsabile o si arrampicano senza esito per togliere il totem di morte e disperazione che pende dall’albero più vecchio della città simbolo dell’operosità e del senso pratico. Maurizio Cattelan è l’artista italiano più noto al mondo. Non è nuovo a imprese di questo genere, dove si mescolano la critica insolente, ma più spesso comica, del sistema dei valori attraverso il filtro dell’arte e la morale. Alla Repubblica Cattelan intervistato sul suo ultimo lavoro (collegamento non più disponibile), ha detto: “Non è un lavoro monumentale ma susciterà paura e probabilmente sarà giudicato eccessivo. E’ un intervento sul tema dell’infanzia, che è per me uno spazio di libertà e al contempo un posto di soprusi e violenze. Ma è anche il futuro e quindi è una riflessione su quello che ci sta accadendo intorno. E’ una specie di gogna che rappresenta il senso di violenza che sento dappertutto.” L’impatto c’è stato. Forse avrei reagito male anch’io, ma pare che Cattelan volesse proprio così. A un artista non possiamo chiedere correttezza, ma neanche lo possiamo sottoporre a censure di sorta. Quello che mi ha fatto riflettere è che Cattelan abbia voluto metterci paura, come se non ne avessimo già abbastanza. Oppure come se quella che abbiamo non bastasse.

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Mercoledì, 5 Maggio 2004

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La tortura, la guerra e la coscienza

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 11:01

La tortura sta alla guerra come il cacio sui maccheroni. Non possiamo fare quelli
che cascano dalle nuvole tutte le volte che ci imbattiamo in casi simili. E che la tortura si praticasse e si pratichi anche in tempo di pace (ovunque) dovrebbe far intuire che sulla questione c’è qualcosa che ha a che fare con la natura dell’uomo e del potere nel quale siamo immersi come sistema di relazioni e di rapporti di forza. Diceva Foucault che dobbiamo abituarci a considerare forma della guerra e forma della politica come due strategie diverse (ma pronte a rovesciarsi una nell’altra) dell’intreccio di quei rapporti di forza che costituiscono quella cosa che si chiama Potere. (continua…)

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