Dispacci al vento
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Venerdì, 26 Marzo 2004

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Io sono un gappista

Archiviato in: Metodo — francesco @ 13:22

Questo è un paese strano e la piattaforma che ospita le ideonze e le impressioni di chi ne ha voglia e tempo, non scarta la regola. Intorno alle Fosse Ardeatine si è scatenata in questi giorni una danza macabra, nel tentativo di tirarsi i morti addosso, e la cosa non mi è piaciuta per niente. Questa tecnica dialettica, tipica del revisionismo incipiente di questi anni in Italia, è resa possibile dalla scarsa dimestichezza con i temi della Storia e le suggestioni politico propagandistiche. (continua…)

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Giovedì, 25 Marzo 2004

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E’ morto Ridge: viva Ridge

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 14:24

Fonti sicure mi dicono che l’altro ieri sarebbe morto Ridge Forrester, precipitando in un altoforno, per salvare Brooke.
La siderurgia meriterebbe un rilancio.

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Martedì, 23 Marzo 2004

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Quattordici anni

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 12:18

A 14 anni io nuotavo, andavo a scuola, avevo già avuto il primo filarino semiserio, quella estate sarei partito per il mio primo viaggio all’estero, in Scozia. Sì, lo ammetto, tiravo anche qualche petardo. In fatto di odio ricordo di avere avuto una sola esperienza. Il mio nemico era la resistenza sulla seconda vasca, quando la farfalla si appesantisce e il tempo fugge come una lepre, per non parlare della virata sul dorso o le ultime tre bracciate della rana, stile che ho sempre “odiato”, appunto. A 14 anni andavo per il boschetto vicino casa mia a costruire capanne sugli alberi, esploravo la flora, e a maggio scendevo giù per la discesa ripida di una serie di fasce sconnesse per approdare quasi rotolando sulla riva di uno stagno maleodorante pieno di rane e visitato di tanto in tanto da qualche orbettino. A 14 anni avevo sicuramente già preso a schiaffi qualcuno, vizio che ho perso verso i diciannove, assumendo la forma inaspettata di una mammola forzuta. A 14 anni avevo inziato la mia collezione di Tex Willer, giocavo ancora a pallone in cortile, iniziavo ad affacciarmi al mondo della politica, frequentavo le prime assembleee d’Istituto, le prime manifestazioni. Non sapevo allora che cosa avrei fatto da grande e neppure mi sarei posto la domanda se non mi avessero costretto a farlo qualche anno dopo approdato al famoso imbocco della vita universitaria. Poi, le cose sarebbero andate comunque, come dovevano andare. Avevo appena smesso di collezionare soldatini e figurine ( ora penso di averlo fatto troppo presto), questo lo ricordo. E con tutto sto po po’ di esperienza non ho trovato le parole per commentare questa foto. E’ da ieri sera che ci provo, ma non ci riesco.
Per fortuna che non faccio l’opinionista.

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Venerdì, 19 Marzo 2004

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Ricostruzioni

Archiviato in: Metodo — francesco @ 20:27

“Nella sequenza di quelle ore convulse di giovedì 11 marzo, il convincimento formulato nell’informativa dei servizi segreti viene radicato in ogni angolo di mondo alle 17.29. Quando il ministro degli esteri Palacio informa l’intera rete diplomatica delle ambasciate spagnole con il cablogramma “urgente - riservato” numero 000395, “Attentato dell’Eta a Madrid”. E’ un passaggio chiave. Leggiamo. (continua…)

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Papà

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 11:19

Ho la fortuna di avere un papà vivo e sveglio. Uno di quelli in servizio permanente effettivo: quarant’anni di onesta professione di babbo e marito. Un terrone intelligente, spirito napoletano sempre vivo; che farebbe incazzare tutti i leghisti del mondo. Oggi l’ho sentito per telefono e mi sono accorto che la sua voce non è cambiata molto dai tempi in cui lo chiamavo quando ero lontano da casa: in trasferta, all’università o in vacanza. Adesso che si è ripreso da un malanno che lo ha infastidito per oltre un anno, la sensazione è che quel carattere e quella tempra siano più forti che pria. A lui devo molte cose, anche una bicicletta milionaria che ho usato cinque volte. Non posso fare un elenco perchè sarebbe una lista delle spese (le sue), che non sarebbe carino e neppure serio. Farei prima a dire quello che non devo a lui (e anche a mia madre). (continua…)

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Giovedì, 18 Marzo 2004

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Riflessioni serali

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 23:28

Da quando ho aperto il blog guardo meno televisione. E poi dicono che il blog non farebbe bene alla salute.

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Mercoledì, 17 Marzo 2004

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Boatos

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 11:20

Un boato si levò dai banchi del centro-destra: Priebke come Sofri. L’unico “confronto politico” possibile con la cosiddetta Casa della Libertà.

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Lunedì, 15 Marzo 2004

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Paura

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 10:29

Avere paura è un diritto sacrosanto. Ci siamo salvati milioni di volte come specie grazie alla paura. Figli di capitani coraggiosi, i marmocchi di babbo e mamma si lacerano le vesti perchè Al Qaeda avrebbe vinto le elezioni tramite i socialisti spagnoli. Anch’io ho paura: di questo linguaggio da mancato kamikaze, senza rispetto per il responso popolare, con l’idea del popolo bue marchiata in testa e adoperata sempre. L’anticamera dell’autoritarismo, avanzo di scoreggia snobistica: “La guerra gliela do, ma la vai a fare tu”. (continua…)

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Giovedì, 11 Marzo 2004

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Sulla vita e sulla morte

Archiviato in: Metodo — francesco @ 20:30

Si può essere contro l’interruzione volontaria di gravidanza per ragioni etiche e morali. E’ al momento vano appellarsi alla scienza per definire con chiarezza quale sia lo stadio in cui il concepimento diventi lo “statu nascenti dell’individuo” ed è inutile rovistare tra le parole e i concetti della biologia spiegazioni esaurienti che ci dicano che cosa è giusto o sbagliato. Magari fosse così. I dubbi svanirebbero e sapremmo. Invece entra in gioco la coscienza, un aggeggio manipolabile, malfermo, bisognoso di carezze o di schiaffi, come un bambino sempre troppo piccolo. Dobbiamo decidere e anche alla meno peggio. (continua…)

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Mercoledì, 10 Marzo 2004

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Bambine

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 10:48

Bambine che muoiono di fame, sete e sevizie. Omicidi consumati dentra le mura domestiche, quelle considerate amiche, quelle dove i biscotti volano, parlano e sono il dono di un gigante buono. Invece, improvvisamente la scena cambia di segno, la mano che poteva essere quella di una mamma diventa quella della complice di un carnefice, non ti passa il biscotto, ma ti lancia da mangiare da lontano, prendendo la mira per centrare la buca e non dover incrociare gli occhi agonizzanti di due bambine di otto anni. Accade in Belgio, ma potrebbe accadere ovunque. Non mi stupisce la barbarie, sono troppo adulto per non saperne nulla. (continua…)

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