A 14 anni io nuotavo, andavo a scuola, avevo già avuto il primo filarino semiserio, quella estate sarei partito per il mio primo viaggio all’estero, in Scozia. Sì, lo ammetto, tiravo anche qualche petardo. In fatto di odio ricordo di avere avuto una sola esperienza. Il mio nemico era la resistenza sulla seconda vasca, quando la farfalla si appesantisce e il tempo fugge come una lepre, per non parlare della virata sul dorso o le ultime tre bracciate della rana, stile che ho sempre “odiato”, appunto. A 14 anni andavo per il boschetto vicino casa mia a costruire capanne sugli alberi, esploravo la flora, e a maggio scendevo giù per la discesa ripida di una serie di fasce sconnesse per approdare quasi rotolando sulla riva di uno stagno maleodorante pieno di rane e visitato di tanto in tanto da qualche orbettino. A 14 anni avevo sicuramente già preso a schiaffi qualcuno, vizio che ho perso verso i diciannove, assumendo la forma inaspettata di una mammola forzuta. A 14 anni avevo inziato la mia collezione di Tex Willer, giocavo ancora a pallone in cortile, iniziavo ad affacciarmi al mondo della politica, frequentavo le prime assembleee d’Istituto, le prime manifestazioni. Non sapevo allora che cosa avrei fatto da grande e neppure mi sarei posto la domanda se non mi avessero costretto a farlo qualche anno dopo approdato al famoso imbocco della vita universitaria. Poi, le cose sarebbero andate comunque, come dovevano andare. Avevo appena smesso di collezionare soldatini e figurine ( ora penso di averlo fatto troppo presto), questo lo ricordo. E con tutto sto po po’ di esperienza non ho trovato le parole per commentare questa foto. E’ da ieri sera che ci provo, ma non ci riesco.
Per fortuna che non faccio l’opinionista.
