Dispacci al vento
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Sabato, 20 Dicembre 2003

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Il grande pretesto

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 13:42

Daniela era bella e bionda, un corpo perfetto, che la faceva più alta del suo metro e sessanta; stava su uno scoglio come una silfide, persa anima e corpo nello specchio della sua opera unica, il romanzo della sua vita, quello che si fa immaginando quello che non c’è e non ci sarà mai nè per lei, nè per altri, perchè senza saperlo siamo già tutti a correre lungo la strada parallela. Gli specchi delle nostre brame si fanno da sempre beffa di noi. Daniela era innamorata di un uomo che non amava più, perchè non poteva ancora ammetere che quell’amore così grande potesse finire senza un motivo. Daniela era buona, perchè lei credeva di essere buona, un torto non lo aveva mai fatto e quelli che aveva fatto se li era perdonati subito o quasi, ma con grande sofferenza, almeno così credeva e senza fare confronti: l’alibi per ogni gesto sbagliato, corrotto, la pezza eterna. Daniela era di lato, la vedevo dal suo profilo migliore, anche se ogni cosa di lei era meglio di tutte quelle che avevo già visto. (continua…)

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Lunedì, 15 Dicembre 2003

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Animalinda squaw night show

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 11:03

Io ho visto Anima Linda. Voi no. Altro che post e tool. Io e Ccs abbiamo fatto “burp” quando Linda ieri sera verso l’una è comparsa sulla porta del bagno vestita di una t-shirt sopra il ginocchio, color rosa carico a maniche lunghe, con sovraimpresso una squaw col ditino in bocca. Senza un filo di trucco, senza tacchi, senza scollature, senza gli orpelli dietro i quali si nasconde, con ai piedi un paio di delicate pantofole dorate con fantasie tenui, Anima Linda ha tirato fuori la ventenne che è in lei. (continua…)

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Giovedì, 11 Dicembre 2003

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Come si prende la cittadinanza francese?

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 20:22

Croci, veli e kippa sono segni di ostentazione religiosa e quindi vanno vietate. La Commissione dei 40 saggi sulla laicità, istituita dal presidente francese Jacques Chirac, non ha dubbi: quei simboli vanno vietati. Dopo 120 audizioni e consulti gli esperti, capitanati dall’ex ministro Bernard Stasi, hanno emesso una serie di raccomandazioni. Ora sarà Chirac a dover dire l’ultima parola sulla questione. Secondo i 40 saggi questi segni sono troppo ostentati e dovrebbero essere messi al bando. Mentre medaglie e pendoli sono più discreti e possono essere permessi. (continua…)

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Sabato, 6 Dicembre 2003

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Della morte e dell’infamia

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 15:04

Questa foto ritrae un impiccato. Si tratta di Cesare Battisti, socialista, patriota irredentista, condannato a morte mediante impiccagione il 12 luglio 1916 a Trento nel castello del Buon Consiglio. Questa foto diventerà il tema di una cartolina postale che circolerà per il lombardo-veneto e i territori austro-ungarici come segno di scherno e monito durante tutta la Prima Guerra Mondiale. La si trova anche all’interno dell’opera immensa di Karl Kraus, Gli ultimi giorni dell’umanità, edita da Adelphi.


Vicino a lui vediamo uomini baffuti compiaciuti mostrare il macabro trofeo. Sicuramente non sono tutti austriaci. Siamo nel cuore della Mittle Europa, in quegli anni scorre una linfa piena e ricca nel mondo della cultura tedesca e in particolar modo viennese. Ma circolano anche cartoline postali di questo tipo. La guerra fa schifo, distorce, rende tutti pavidi. Non si ha più il coraggio di mostrare il proprio pudore.
Cesare Battisti aveva ragione, ma uomini della sua cultura, dei suoi tempi e anche italiani come lui, giocarono con il suo cadavere proprio come sarebbe accaduto a Banja Luka, a Sarajevo, in Congo, in Iraq molti, molti anni dopo. Perciò non mi spaventa leggere post scomodi, disperati, odiosi, e chi più ne ha, più ne metta, come questo, e neppure leggerne altri che prendono per sè una posizione più comoda, più facile. Ma su una cosa non riuscirà nessuno a convincermi dell’esattezza del contrario. E cioè che in qualunque conflitto ci si trovi, laddove esistano condizioni di libertà relativa (come qui, per esempio) sia infame esprimere opinioni difformi, anche di molto, da quelle correnti sulla guerra e sulla pace. Essenziale è che aiuti ognuno di noi a ricordarci come si ragiona normalmente in tempo di pace. Senza propaganda, senza moralismi e senza dire mai che ci sono morti che valgono di più e altri di meno, o peggio ancora che un morto, magari impiccato e villipeso, sia in un modo o nell’altro “utile”. Ricordandoci, in ultimo, che le parole sono pietre e che le pietre, quelle vere, fanno sempre male.

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Venerdì, 5 Dicembre 2003

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Dell’amore e dei bigné

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 17:06

A. è una bella ragazza russa ventisettenne fidanzata con un signore di sessantadue anni, padre di quattro figlioli, già adulti, regolarmente sposato e proprietario di tre pasticcerie. A. viene mantenuta e “spesata” da circa tre anni in un’abitazione vicino alla mia. E. è una bella ragazza russa di ventisei anni sposata con il mio amico pratese F. . Alcuni mesi or sono il mio amico e lei proposero alla coppia di cui sopra un accordo commerciale per aprire un bar pasticceria. La cosa andò a monte, non tanto perchè la coppia dei miei amici avesse pochi soldi, ma perchè A. ne aveva abbastanza per sè. Il finale sembrerebbe tristanzuolo se non fosse che guardando A. in viso mi sembra di scorgere in lei qualcosa di tenero e di sconsideratamente affettuoso, di segno del tutto opposto a quello che ci si potrebbe facilmente immaginare. Non va a lavorare forse perchè il desiderio materno che in lei giace represso le impedisce di agire in qualunque circostanza? Magari. Guardandole il sontuoso sedere invece ho capito perchè non avrebbe mai accettato di fare la pasticciera. I bignè, questo è certo, le avrebbero rovinato il trucco. Si giustifica, signori ( e signore), si giustifica sempre, si trovano tutte le ragioni di questo e dell’altro mondo quando ti si para davanti un metro e settantanove di sesso e carnazza vigoroso, sorridente, profumato, sinuoso, perfetto, con i capelli sempre in ordine, le gambe inguainate in jeans che sembrano seconda pelle e un decolletè raffinato ma imprevisto con 7° al balcone. Quel femminilismo puttaniero che detestiamo a chiacchiere ma che non possiamo fare a meno di ammirare per moralismi maramaldi, è il modo peggiore per chiudere la sentina dei nostri risentimenti. Perchè tu sai che quello spirito posseduto dal bisogno può fare a meno di te. Ci sarebbe un solo modo per evitare tutto questo. Chiederle cosa fa stasera, domani, dopodomani, implorare il numero di cellulare, toccarla, ma soprattutto farla ridere. Prima, però, che si metta a ridere lei, perchè ha capito che hai paura che ti risponda di no. E lei non ha mai detto di no a nessuno. Puttana.

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Mercoledì, 3 Dicembre 2003

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Embrioni in fuga

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 19:01

Oggi ho visto per televisione il dibattito al Senato sulla legge per la procreazione medicalmente assistita. Alcuni emendamenti sono stati accantonati perchè non c’è copertura finanziaria e quindi la legge ritornerà senz’altro alla Camera. Approvato l’art. 1 sulla personalità giuridica dell’embrione, il governo che in un primo momento aveva deciso di non fare “proprio” il testo di legge, ponendo la materia problemi di coscienza trasversali agli schieramenti, ha bocciato tutti gli emendamenti dell’opposizione, compresi quelli sulla ricerca. (continua…)

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L’amore è fatto per soffrire

Archiviato in: Virgilio — francesco @ 15:07

“Se l’amore appartenesse alla carne lo inciderei col ferro rovente, ma siccome appartiene all’anima è inaccessibile.”

Poeta libanese

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La violenza e l’oblio

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 11:03

E’ cominciato ieri presso il tribunale militare di La Spezia il processo contro sei militari tedeschi dell’esercito nazista, indicati come autori dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. All’alba del 12 agosto 1944 quattro colonne di SS, guidate da esponenti fascisti locali più o meno noti, entrarono nel paesino della Lucchesia e per tre ore si dedicarono con cura al tiro a segno, massacrando a colpi di mitraglia un numero non inferiore a 560 persone, tutti bambini, anziani e donne. Il fine era conseguire, con l’applicazione del massacro indiscriminato, la condizione di “terra bruciata” indicata da Kesselring. (continua…)

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Martedì, 2 Dicembre 2003

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Comunicazione di masso

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 14:02

Se volete sapere qual’è la costituzione fisico-morale, lombrosianamente parlando, della nuova razza padrona italiana dovete farvi spaccare il naso e chiamarvi Valerio Staffelli. Il direttore di Rai 1 usa i microfoni come corpi contundenti. Trattasi di passaggio evolutivo: dalla comunicazione di massa alla comunicazione di masso.

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Io sto con i tramvieri

Archiviato in: Esercizi — francesco @ 12:05

La legge (146) sulla regolamentazione del diritto di sciopero, con le limitazioni che ne conseguono, ha poco o nulla a che fare con il rispetto dei cittadini. Semmai con quello della macchina produttiva. Quello del rispetto, però, è stato un eccellente ed efficace espediente ideologico seguito alla durissima polemica contro “l’egemonia politico culturale della sinistra” che infervorò tutti gli anni ‘80 e parte dei ’90, nonostante l’enorme diminuzione delle ore di sciopero sul totale di quelle lavorate, rispetto al decennio precedente. (continua…)

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