Dispacci al vento
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Venerdì, 31 Ottobre 2003

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Meglio di maggio

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 18:21

Da anni non vado al cimitero. Nel senso che non ci vado mai, neppure durante i giorni che la tradizione assegna al raccoglimento collettivo in memoria di chi è lì. Ci andrei, ma solo d’estate: lo stormire delle fronde degli alberi, I fuochi fatui delle sere calde, rincorsi con l’immaginazione e il gusto goliardico del sedicenne che non ha bisogno di effetti speciali, sono i segni della vita che non abbandona nessuno. Non ho ricordi particolari di questi giorni primo novembrini se mi guardo indietro. Solo qualche frammento di me sopra una scala che mette a posto i fiori depositati accanto alla tomba dei miei nonni materni, mai conosciuti, la calca degli acquirenti alle bancarelle dei fiori sistemate appena fuori dai grandi portoni d’accesso alle fila di chi non c’è più. (continua…)

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Mercoledì, 29 Ottobre 2003

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A proposito dell’intervista di Mario Luzi al Riformista

Archiviato in: Metodo — francesco @ 19:09

Mario Luzi, uno dei più grandi poeti viventi italiani, ha concesso oggi un’intervista a Il Riformista per esprimere il suo punto di vista sulla questione più esagerata dell’anno scolastico: il crocefisso. Noto con un certo stupore che è tornato di moda, da qualche anno a questa parte, presentare la propria carta d’identità culturale o politica prima di poter fare affermazioni, e Luzi, conforme a questo criterio afferma di essere “poeta cristiano - «il cristianesimo è implicito a tutto ciò che ho pensato e scritto» - ma non cattolico”. (continua…)

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Sabato, 18 Ottobre 2003

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Narcisi democratici

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 20:12

Il blog è il nuovo specchio d’acqua di Narciso. Il mito rinasce sotto mentite spoglie, ma l’eterogenesi dei fini ci dice comunque che siamo ancora umani sulla Terra. Sofisticatamente elettrificati, pieni zeppi di nozioni, senza più acque naturali reperibili nelle vicinanze nelle quali poter compiere l’atto del rispecchiamento fisico, abbiamo affidato all’ hiper testo il compito della circumnavigazione compiaciuta di noi stessi. Lo facciamo con la vanità dell’intellettuale, l’esibizionismo del mezzo busto televisivo, il vouyerismo divertito e disimpegnato del tossico televisionario. (continua…)

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Mercoledì, 15 Ottobre 2003

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E mo’ e mo’ Moric

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 12:00

Dopo aver visto il calendario di Nina Moric mi sono chiesto se la plastica avesse figliato. La malizia non c’entra; diciamo solo che dai tempi di Moplen, il pitale ha fatto parecchia strada. Siamo alle doppie coppe translucide, ai semi arti pseudo zincati, alle cupole bombate simil cromo e i canotti hanno il doppio bordo e sono al sapor di cremino. Il parto è senz’altro ben riuscito, e si vede che è stato fatto con piacere, ma se la confezione fosse identica a quella che vedo in celluloide, me la porterei di sicuro a casa, ma a patto che tacesse per sempre, perché avrei difficoltà a intrettenere una conversazione con un salvagente, che verseggia con sibili aspirati. E confidando, pure, in un profumo della pelle non troppo somigliante a quello del mio mobiletto del bagno, altrimenti non saprei che sapone farle adoperare prima di invitarla a tavola.
L’impressione è che come l’utilità e il fascino indiscreto della plastica dei primi utensili doveva aver colpito la fantasia concreta di mia madre, così anche quella di suo figlio non ha potuto non andare con la mente, almeno due o tre volte al giorno, allo strepitoso fascino astratto dell’altro utensile per cui tanto materiale è stato adoperato, cioè, al calendario. Che è figlio anche lui della plastica, come il vecchio barattolo dove la mamma ci metteva il caffè, ma che non comprerò, perchè dentro non ci voglio mettere le frustrazioni e i desideri inappagati che mi regala questo nuovo tipo di plastica.

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Sabato, 11 Ottobre 2003

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Una colazione. Due ore e mezzo fa

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 10:23

L’arancia rossa della Skipper scende gorgogliando nel contenitore di vetro lucido. Il Noviblok si scartoccia nelle mie mani mentre rifletto che devo cambiare tutte le immagini appese al muro della mia camera da letto. Le sigarette sbucano dal tavolino a metà strada tra il televisore e il divano, intrappolate nell’ora che va dalle 12 alle 13. Il silenzio si allunga e trova una scena. Al centro del tavolo un groviglio: latte, caffè, marmellata, fette biscottate, biscotti al muessli. A destra: scodella di vetro azzurro, ancora latte e una teoria di cucchiai. Uno infilato per dritto nei corn flakes, un secondo sdraiato tra le piccole gocce di riso soffiato al cacao, mentre un terzo prova a scomparire tra il muessli. Verso l’aranciata nel bicchiere e ascolto il rumore della schiuma. Sale, poi scende. (continua…)

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Mercoledì, 8 Ottobre 2003

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Giulia su di un’isola nell’Oceano

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 16:24

Giulia dove sei? Mandaci un saluto, una cartolina, facci sapere come stai. Noi non ci siamo mai conosciuti, ma ho letto sul Corriere della Sera che sei andata via dolcemente mentre tua madre ti sussurrava all’orecchio di pensare a un’isola dell’Oceano. Avrei voluto salutarti io, essere lì, avrei voluto avere la forza di darti un simile consiglio. Ma tu hai avuto una mamma assisitita da un angelo. Così è tutto molto più facile. Poi penso che questi miei pensieri solo l’effetto di ciò che ho appena letto. E dovrei ringraziare le cinque colonne sul giornale, la foto della tua giovane mamma che mostra l’ultimo tuo disegno, ma poi penso allo strazio di questi tuoi ultimi quattro anni e mi vengono in mente i sarcomi che assaltano le bambine e noi che non abbiamo saputo difenderti. Ora sarai bella per sempre, i tuoi capelli saranno lunghi e biondi, il tuo corpo eterno e scolpito nella roccia che non si consuma. Sorriderai e io mi chiederò ancora per qualche giorno se avrò la forza di lasciare tutto come hai fatto tu, che ti eri prenotata per questo viaggio da quattro anni e non aspettavi altro momento che partire. Il dentifricio, lo spazzolino, i costumi, i vestiti di ricambio, il rossetto e il primo lieve mascara, hai preso tutto? Sì, se sei ordinata come disegni certamente hai preso tutto. Un bacio. E un ‘attesa lunga la mia vita.

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Martedì, 7 Ottobre 2003

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Tossici

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 18:25

Ore 10,40 - Sabato 4 ottobre. Sono uscito dall’ufficio da 10 minuti. Alla reception dell’hotel si presentano due signori ben vestiti. Pagano in anticipo la camera e salgono al terzo piano. Alle 5 del mattino si sentono delle voci. Uno dei due signori è accovacciato sul davanzale della 307 in posa di decollo come Matthew Modine in Birdy. E’ molto arrabbiato perchè dice di non vedere bene a causa della pioggia e ha paura di volare. Non cade una goccia d’acqua. Arrivano carabinieri e ambulanza. Nella camera dei due ci sono 40 siringhe di cocaina e dentro la borsa di uno dei due un assegno di 13 mila euro di un’assicurazione.

Mezzanotte circa dello stesso giorno. Un ragazzo malvestito suona il campanello dell’hotel. Alla reception capiscono che si tratta di un tossico. Non lo fanno entrare: “L albergo è completo” - dicono dal microfono.

Un’ora qualsiasi di un giorno qualsiasi. Una signora ben vestita è appena uscita da un centro di disintossicazione dove hanno appena smesso di somministrarle il metadone. E’ la terza volta che entra e esce. Lavora regolarmente presso un’azienda tessile presso la quale gestisce il reparto acquisti. E’ separata con due figli, che non sono sieropositivi. Usa eroina da dodici anni. Chiede una camera, paga in anticipo, sale, fa la doccia, scivola e battendo la testa sulla vasca, muore.

Morale: la dipendenza da stupefacenti fa male, si muore per un sacco di motivi, una legge punitiva sulla droga si fermerebbe davanti alla hall di un hotel.

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Lunedì, 6 Ottobre 2003

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Alphabetical Mesca Stomp

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 15:27

Anima Linda è arrivata per ultima. Ha fatto outing e ha giurato alla platea attonita dei bloggers che col cannocchiale ha chiuso. Non impenna più neanche la moto. Si è fatta orsolina. E il dolce Fetish, tempestivo come una faina, ha iniziato proprio in quel momento a farle il filo. Arsenico, che oltre a essere il blogger più famoso di Carrapipi City è l’eterozigote pugliese di Robin Williams, ha officiato lo sponsalitium fra i due teneri bloggers a suon di birra. Il sacerdote, che non voleva credere ai suoi occhi, se n’è bevute diciotto e le ha addebitate tutte sulla lista delle spese elettorali di Marco Contini for President, il giornalista italiano che credeva di avere fatto una furbata a candidarsi…. (continua…)

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Mercoledì, 1 Ottobre 2003

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Future

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 15:01

Tra due giorni compirò 42 anni; tra ventire andrò in pensione. Ho pensato di fare previdenza individuale. Ho acquistato una pistola. L’anno prossimo acquisterò le cartucce.

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