Dispacci al vento
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Martedì, 30 Settembre 2003

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Angelo di passione

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 16:58

E’ morto ieri sera a sessant’anni un piccolo grande animale politico. “Angioletto” è stato il sindaco di Albenga per un numero infinito di volte. Credo siano stati quasi vent’anni, anche se non di seguito. Un vero “podestà rosso”, un portento della retorica e del sapere fare, intuitivo e populista. Credo che dopo la sconfitta alle ultime elezioni del 2000 non si sia più ripreso. Persona inquieta, fumava cinquanta nazionali al giorno, Angioletto era pure provvisto di una serie di tic irresistibili e di un gusto speciale per l’abbigliamento assai vistoso. Grande amatore, figlio di Libero Viveri, sindaco comunista dell’immediato dopoguerra ( cui Angioletto dedicò il più mirabolante dei ponti della città), politico di professione e di razza, ex Pci, poi leader incontrastato di Alternativa Democratica (lista che sbancò della dirigenza tutti i maggiori partiti ingauni), costruttore dilettante e allo sbaraglio, Viveri è stata la figura più controversa del panorama politico ligure. Con lui non c’erano mezze misure: o lo amavi o lo odiavi. Ero il suo ufficio stampa quando nel 1995 venne arrestato con 54 capi d’imputazione. Arrivai in ufficio, giusto in tempo per vedere gli elicotteri volarmi sulla testa. Pensai avessero arrestato un boss, latitante per la Piana. Scarcerato e prosciolto sei mesi dopo, raccontava le vicende della sua clausura nel carcere di massima sicurezza di Cuneo, come un ragazzo di strada racconta una leggenda metropolitana. Il suo modo di ridere e di incazzarsi rimarranno proverbiali e risuoneranno per molto tempo ancora per le antichissime scale del Palazzo Comunale di Albenga. L’ultima volta che lo vidi, quattro anni fa nel suo ufficio di Sindaco, era ancora vivo e dinamico, ma già malinconico, forse presago della sua imminente sconfitta politica. A Viveri non sarebbero piaciuti gli addii melensi. Lo saluto, quindi, e ringrazio la vita di avermelo fatto conoscere. Addio, bandolero stanco.

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Venerdì, 26 Settembre 2003

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Quando cadde per terra

Archiviato in: Esistenza — francesco @ 15:56

Non l’avevo mai visto disteso per terra. Picchiò con la spalla sinIstra contro la lavatrice, ma senza perdere i sensi. Era pallido, aveva sete e la febbre. Un’aspirina gli aveva bucato il duodeno. Tutta colpa del caldo agostano e di quella birra bevuta subito dopo aver ingerito la pasticca. Lo aiutai ad alzarsi e mi accorsi che era leggero come mai mi sarei aspettato. Solo ora mi accorgo che quella sensazione strana che provai, insieme con la paura, era da ascrivere al sospetto che ebbi nel pensarmi fisicamente più forte di lui. Io rimossi e lui, intanto, se la cavò; aveva solo 58 anni. Oggi mio padre ha 77 anni e gli hanno diagnosticato una colite ulcerosa a “mappa geografica”. Cortisonici tosti e dieta, la cura prescritta dallo specialista per la prima settimana. Se la caverà anche questa volta. Ed ora so che non potrei mai essere più forte di lui, neppure fisicamente.

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Giovedì, 18 Settembre 2003

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Dedica

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 19:53

Anima Linda è la rizzacannocchiali più colta della piattaforma. A Roma, al Me.s.Ca., bisognerebbe consegnarle un premio speciale.

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Mercoledì, 17 Settembre 2003

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Abitudini

Archiviato in: Ridere e piangere — francesco @ 19:56

Berlusconi oggi è andato in sinagoga. Speriamo che, entrando, non si sia fatto il segno delle croce.

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That’s blog

Archiviato in: Blog & similars — francesco @ 12:55

Il mio blog è la mia cuccia. Se non potete tenere un animale in casa o se non vi bastano i piranhas nell’acquario, potete fare come me: apritene uno, per caso o per gioco. Le cuccie fanno tenerezza, sono colorate, dentro di loro gli animali fanno sogni d’oro, sono coccolati, non devono scappare. Nel blog i miei pensieri sono al sicuro. Come i cuccioli che mangiano due volte al dì e giocano con tutto. Si chiamano post: sono animali nella rete; sembrano immobili, invece sognano di essere letti. Infatti, quando proprio non posso farne a meno, apro il mio blog e come una lumaca, lascio la mia traccia, sperando che nessuno arrivi a casa mia. Per ora accontentatevi dei miei post. Nessuna discriminazione per i post, l’importante non è ciò che scrivi, ma perchè lo fai. Potrà capitare di incontrare qualcuno che pensa di essere uno scrittore incompreso, o magari in erba, qualcun altro che cerca di essere interessante a tutti i costi, qualcuno che cerca se stesso, io faccio quello che mi pare. Il mio blog è anarchico: ci entrano tutti, senza chiedere permesso; è autarchico: in fin dei conti comando io perchè scrivo io; è aperto perchè le cuccie non hanno serratura; è mio perchè profuma di me. Da qui non conosco nessuno e conosco tutti, non li ho mai visti negli occhi e neanche ho mai stretto loro la mano, ma so che qualcuno aspetta che io scriva. That’s blog!

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Giovedì, 11 Settembre 2003

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Patria

Archiviato in: Abitatore del tempo — francesco @ 10:34

Patria non è il luogo dove sei nato, ma quello in cui rinasci ogni giorno; quello per il quale non fa differenza viverne o morirne.

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