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Sabato, 2 Agosto 2003

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Come?

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 18:51

C’è ancora qualche provocatore che afferma esserci stata una strage alla stazione di Bologna nel 1980? Di innocenti, magari? Fesserie. Che cosa volete che siano un pugno di vite, il cui destino era segnato, a esser prodighi, da un banale tumore, una lunga disoccupazione, una laurea breve, una pensione stentata, un impiego anonimo, un oblio assicurato, di fronte al dono di una morte atroce, inconsapevole, quanto quella degli eroi, servita lì, a bell’a posta, una mattina di agosto. Caccole!! Caccole lanciate lontano, a imperitura memoria. E’ qui che si capisce che differenza passa tra una democrazia solida e un paese autoritario. Diventare protagonisti della grande lotta contro il comunismo, per l’affermazione della libertà dai Pasolini, dai Moravia, dagli Arbasino, per la fine della politica, per l’avvio di un processo di vera modernizzazione del paese, anche con quei nomi indegni di essere anche solo citati ed essere iscritti a fuoco negli annali di storia patria, sui monumenti, additati a vista nei cimiteri. Un vero colpo di fortuna. Da pagare per averlo. Con l’ausilio della storia positiva, oggi, invece, possiamo affermare che il 2 agosto 1980, mentre in Italia si stava affermando un nuovo modo di produrre, di vivere, di concepire i rapporti sociali e si stava celebrando la fine della società divisa in classi, mentre morivano le velleità di governo della sinistra e del sindacato di questo paese, incapace di capire e indirizzare il cambiamento, uomini e donne, senza differenze di età, entravano con il loro sacrificio, nella storia democratica del paese per proseguire quel cammino, avviato più di un secolo fa, dai padri del Risorgimento italiano.

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