I casi della vita
Mia madre e mio padre scelsero per me bambino un’educazione cattolica. Ma le educatrici scelte erano tutte suore.

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Mia madre e mio padre scelsero per me bambino un’educazione cattolica. Ma le educatrici scelte erano tutte suore.

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Il Pdl è compatibile con la legalità quanto lo stomaco lo è con l’ulcera.

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Contro la Romania, venerdì sera, sostituirei Roberto Donadoni con Roberto Fiore, il timido Di Natale con il giocherellone Borghezio e la Gazzetta Sportiva con il Mein Kampf.
Sugli spalti gli addetti al gas potrebbero alternarsi con majorettes intonanti cori tirolesi. La telecronaca della partita la affiderei a Ignazio La Russa.
Vinceremo, convincendo, divertendo.

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Il governo va sotto sul decreto salva Rete4. Che tristezza. In quindici giorni questo governo ha già risolto il problema dei rifiuti, quello della sicurezza e ormai non si parla più neanche della difficoltà degli italiani di arrivare alla terza settimana.
Anch’io mi sento molto meglio. Ascolto Mieli, un pensionato che fa il direttore del quotidiano più letto di questo paese, che, unico in Italia, sostiene il piano di salvataggio dell’Alitalia essere già praticamente pronto, e capisco che ho sempre sbagliato tutto: partito, affinità elettive, scuola, donne, amici, ma soprattutto paese.
Emigrerei, ma solo in un paese di cui non capisco la lingua. Non si sa mai.
Questo paese non fa più neanche ridere, non fa più neanche schifo.

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Ero già lì che mi gustavo la gratuità del bollo della macchina, quando uno strano figuro è comparso siu tutti i giornali a dirmi che il prossimo futuro mi riserverà tempi duri. Scelte impopolari, tagli e lacrime.
La campagna elettorale: quella sì che è bella vita.

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Solo la verità, nient’altro che la verità. Auspicherei per l’Italia un tg in cui donne e uomini si “spoglino” per dire della cronaca. D’altronde per il livello delle notizie fornite e per la credibilità pari allo zero del mestiere praticato un’operazione di messa a nudo potrebbe conferire una certa dignità ai video-ascoltatori. Non ci scamperemmo dalle raccomandate e dai raccomandati - evento che per l’appunto non costituirebbe notizia - ma almeno ci divertiremmo un po’ anche noi e non soltanto loro. Soprattutto non saremmo costretti a fare un qualsiasi rumore pur di non doverli ascoltare.
Vedremmo e ascolteremmo cose di cui, infine, non dovremmo vergognarci.

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Una frase come quella che dice di una gnocca senza testa potrebbe averla pronunciata solo un simpaticone come Moussad Al Zarqawy. Ma poiché il noto comico giordano-plestinese pare sia morto, mentre testimoni oculari smentiscono una sua presenza seppur ectoplasmatica, si deve annoverare come indizio per le ricerche del sentenziatore, il suggestivo particolare di avere individuato la sua “voce” come proveniente dal Monviso.
Ecco perché qui si punta il dito contro il poeta dialettale torinese, on. Mario Borghezio, il famoso crociato con il disinfettante. Un tipo, ne siamo certi, che davanti a una “gnocca” come Rula Jebreal potrebbe trovare anche spiritoso passare dall’alcol alla cesoia, e con molta signorilità neanche sfiorarla con un fiore.

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La destra italiana che si complimenta con il Sismi e il suo direttore Pollari per la liberazione di Gabriele Torsello, omettendo di rivolgere uguale apprezzamento al Ministero degli Esteri (e anche a due ong come Peace reporter e Emergency), a spregio del suo lavoro e allo scopo palese di mantenere i vertici del Sismi laddove sono (e non devono restare), sembra un po’ come quello che ringrazia Giuda per il suo tradimento, causa efficiente del cristianesimo.
Credo che siamo dinnanzi alle famose radici pollarico-cristiane dei casinisti della libertà.

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Ma questi “guardoni fiscali” che godono nel guardare i conti e i dati patrimoniali altrui che razza di guardoni sono? Saranno mica la sezione di Forza Italia della Gdf? Precisamente che fanno? Devo chiedere a Tremonti se vengono prodotti in speciali serre. Ma è possibile che oltre una certa cifra di reddito contenuta in un conto corrente si masturbino. Non c’è verso se preferiscono guardare il conto corrente della Palmas invece del suo splendido sedere. E se hai dei bond argentini sono fellatio ndo cojo cojo.
Ps. La Gardini è una poverina. Anche lei prodotta in serra, nel bagno delle donne vorrebbe solo uomini che se la filano.
Update: Non ho potuto resistere. L’intervista di Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, a Repubblica è un capolavoro. Non si capisce se sia un pezzo di satira, tipo Il Male di sesantottina memoria, uno scherzo del giornalista, oppure se nel suo candore isterico l’onorevole Gardini si rifaccia a un brano di antologia freudiana. Certo è che la satira può implodere involontariamente come una ciste e forse con questo pezzo di italiota comicità la portavoce è riuscita a inaugurare il filone bigotto-trash.
La Gardini intima a Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, di rompere gli indugi e finalmente operarsi per poter accedere ai bagni di Montecitorio.
Verrebbe normale chiedere intervento simile anche all’onorevole eviratrice, ma l’unico arto suscettibile di un’operazione risolutrice, definitiva e anche di giustizia distributiva, sarebbe a questo punto il suo proprio cervello. Noi invece imploriamo l’ex soubrette di non ascoltare la coscienza e continuare così. Non rovini l’unica cosa per la quale la signora verrà ricordata ai posteri. Non ceda ai ricatti del pentimento. Prosegua così. Ne abbiamo bisogno in questi momenti difficili
Per favore Gardì, facce ride.

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Francesco Rutelli. « Mi chiedo: è giusto che in Italia si vada in vacanza nel 2006 così come si andava nel 1966? (si sentiva la mancanza di un argomento che portasse finalmente un po’ di giustizia nelle nostre case). Negli anni ‘60 era predominante il lavoro fisso e si prediligevano le vacanze interne (ora invece il lavoro è tipo red bull e quello si sa, ti mette le ali). Ma lo stile di vita è cambiato, sono in molti ad andare all’estero (preoccupazione giusta: in effetti si va all’estero e non si vorrebbe più tornare). È tempo, a mio avviso, di aprire un’ampia riflessione su questo tema». (Ammappete!!, manco fosse Mosè in vacanza sul Mar Rosso)».
Rutelli ha riferito di aver già portato la proposta in Consiglio dei Ministri (sto aspettando i resoconti sul tipo di accoglienza riservatale). Bisogna, dunque, coinvolgere, secondo Rutelli, le regioni, gli enti locali, le associazioni, i sindacati, gli operatori (chi compra le olive per i Martini?) per aprire un grande dibattito (no il dibattito no ora che neppure al cineforum ci va più nessuno) che è in primo luogo di natura culturale. (cul-tu-ra-le, capito?, più o meno come l’esistenza dell’anima).
Mi viene in mente la famosa frase di Jena (Riccardo Barenghi) su Rutelli, infastidito dal protagonismo di successo di D’Alema: «Verrà presto anche il tuo momento, qualcuno dovrà pur occuparsi di rilanciare il turismo in Libano».
Ecco sì, facciamo presto, anzi prestissimo.

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