Sesto giorno dell’era berlusconiana
Oggi, 13 ottobre 2009, sesto giorno dell’inizio della cavalcata solitaria del nuestro leader Silvio Berlusconi verso il paese senza freni, ho potuto constatare da una deliziosa e perbenissimo sessantenne mia cliente, che potremmo trovarci in mezzo a una dittatura da un momento all’altro perché intanto “siamo tutti uguali”.
E’ impossibile oggi battere questo luogo comune tipico di una società civile putrida con gli strumenti che abbiamo. Quelli che avevamo o li abbiamo gettati nella pattumiera o non sono più fungibili.
D’altronde la giornata è bellsssima: doveva piovere invece c’è il sole, aspettavamo i venti siberiani invece siamo ancora in maniche corte e se qualcuno di voi invece già si sente battere in testa o sul telo dell’ombrello
alcune gocce di pioggia, o deve già mettersi il capotto, peggio per lui. Intanto, questa sera al tg diranno che l’Italia vera era ad Alassio, mentre tutto il resto è da attribuirsi ai soliti sputtanatori che - com’è noto - frequentano i postacci che si meritano.

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