Dispacci al vento
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Venerdì, 5 Marzo 2010

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Incantesimi

Archiviato in: Berlucistan, Sulfurea — francesco @ 12:54

Ieri sera in tv la Polverini invocava democrazia. Come del resto facevano in piazza i suoi supporters teste rasate e con la semi paresi al braccio destro, rigorosamente alzato. Basta valutare i tempi della politica e della cultura in secoli per considerare immediatamente positivo che un circolo di fascisti invochi democrazia anziché un rogo semita.

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Mercoledì, 24 Febbraio 2010

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Cascadeurs

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 11:54

Una volta li chiamavano “cascadeurs”, un modo romantico per dire stuntmen. Non sembrerebbe. ma c’è una versione nostrana di questa carriera che va molto di moda e che - almeno all’inizio - è anche molto meno pericolosa di quella originale. Non si casca sul duro selciato o sul nero asfalto lanciandosi da auto in corsa e non si oltrepassano ruote infuocate con sprezzo del pericolo e rischiose conseguenze. No, si predilige cadere dalle nuvole. Al risveglio di solito ci si ritrova in galera, ma con la speranza fondata di uscirne presto dopo l’ingaggio obbligatorio di una battaglia contro la magistratura forcaiola o - ultimo ritrovato della tecnica comunicazionale - la negazione dell’evidenza.
C’è un cascadeur intelligente, secchione e al di sopra di ogni sospetto che si chiama Silvio Scaglia. Ha fatto di tutto e anche molto bene compreso - a quel che si dice - il confezionamento di quella che viene indicata dai più come la truffa del secolo. Naturalmente c’è di mezzo anche un’organizzazione criminale - stavolta la ndrangheta - che avrebbe eletto un tal Di Girolamo al senato della repubblica, ma in Italia ormai si fa a turno.
Sentite il manager cosa dice al Corriere della Sera in piena discesa dall’empireo delle nubi cristalline:
“«Ma è roba da matti!». E’ passata da poco l’alba. Silvio Scaglia si trova in Sudamerica in missione di lavoro. Quando la moglie gli cede la chiamata del Corriere, lui ha appena saputo delle accuse dei magistrati. «Non capisco che cosa stia succedendo», risponde. Sa che c’è un mandato di cattura? «Lo so, lo so, ma ancora non so il perché. Sono già stato interrogato sulla stessa materia agli inizi dell’inchiesta. Mi sembra davvero roba da matti». E cosa pensa di fare? «Ho chiesto agli avvocati di concordare immediatamente il modo più opportuno per essere interrogato dai magistrati». Ma lo sa che dentro all’inchiesta c’è anche il senatore Nicola di Girolamo? «Di Girolamo? E chi è?»”.
Avete notato l’ossimoro che vorrebbe connettere logicamente l’ “immediatamente” con il “modo più opportuno per essere interrogato” quasi vi fosse fosse un nesso tra immediatezza e opportunità? Niente paura, lo Scaglia è intelligente, però sta ancora cadendo dalle nuvole. Tra poco si risveglierà.

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Martedì, 23 Febbraio 2010

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Tempi moderni

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 12:55

Montezemolo si è accorto che c’è la corruzione. Belìn.
Sembra proprio un colpo di genio - un vero fulmine a ciel sereno - di quelli partoriti dalla Confindustria sicula che dopo 150 anni si è accorta che c’è la mafia e - perdindirindina - multa gli iscritti che pagano il pizzo. Aspetteremo altri 150 anni per sapere che la mafia siede in giunta e decide chi deve essere multato oppure no? Chissà chi lo sa.
Montezemolo dice: “vincere la corruzione è un’impresa titanica, ci vorrà una generazione”. Il Montezemolo non specifica quale. Noi temiamo i tempi dei suoi compari siculi e spereremmo nella prossima.
Un vecchio partigiano mi diceva: “Se non gli tiri (con il fucile), non capiscono”. Così, a scanso di equivoci, se “gli tiriamo” dovrà essere per forza la prossima.

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Domenica, 6 Dicembre 2009

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Sfighe

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 11:51

Se Spatuzza fosse stato capace di fare lo stalliere (e avesse tenuto famiglia) oggi sarebbe un eroe.

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Lunedì, 30 Novembre 2009

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Quarantaseiesimo giorno dell’era berlusconiana

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 19:08

Oggi mi hanno chiesto: “Ma l’alternativa a Berlusconi dov’è e che idee ha?”

E io gli ho risposto: “Ma non ti sembra di pretendere un po’ troppo?”

(per pulire per terra bastano scopa, straccio e ramazza)

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Martedì, 27 Gennaio 2009

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Un inetto

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 18:06

Nella giornata della memoria, dedicata all’Olocausto, con lo stile di uno scolaretto saputello, un sedicente Ministro degli Esteri, al secolo Franco Frattini, derubrica con una sola miserella battuta a freddo contro il capro - che non ne vuole sapere di diventare espiatorio - Michele Santoro,  un evento di portata mondiale storica sconvolgente.  E questo dopo aver rimediato la figuraccia del no brasiliano all’estradizione di Battisti.  Più che un pivello,  un recidivo del nulla, un inetto, un abusivo, l’ennesimo sopravvalutato c he incappa nella più bieca strumentalizzazione.
L’esclamazione: “Santoro antisemita”, dieci minuti dopo il distinguo di Napolitano tra antisemitismo e critiche allo Stato di Israele, è, né più, né meno, che  una candida manifestazione scientifica di cretinismo.
Un tapino, ben al di sotto, del suo maestro - che quando non sa che cosa fare, che cosa dire e non può trattenersi, coperto dall’inerzia dei “suoi” media, riesce a derubricare la politica italiana a cabaret - Frattini spara contro un bersaglio enorme, scambiandolo per un punging ball.
Invece è un orso incazzato. “Santoro antisemita”  è una deflagrazione di miserabile polemismo ed è purtroppo l’ennesima dimostrazione che solo questa sinistra italiana può essere più inetta dei suoi avversari e perdere il confronto.
Solo “San Toro” potrà salvarci.

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Domenica, 25 Maggio 2008

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Tolleranza zero

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 9:21

Sto cercando di guardare avanti, di non farmi fuorviare da eventi che l’agenda mediatico-politica mi riporta quasi quotidianamente e che invece risucchiano la mia emotività all’indietro. In compenso il tao di Veltroni che siede vicino a Fini e ricorda i due poveri Mattei, ma non dà alcuna risposta né strappa un impegno al suo interlocutore sulle tante Sant’Anna di Stazzema impunite fino ad oggi, non mi convince. Dal morto ammazzato di Verona fino al ragazzo con i capelli bruciati siamo giunti alle aggressioni a immigrati e alle loro attività commerciali e a ragazzi gay, colpevoli di diffondere tematiche legate in qualche modo all’omosessualità: è un crescendo di violenze nere e squadriste al momento totalmente impunite dal punto di vista politico e morale.
Mi sentirò dire anche questa volta da qualche autorevole e illuminato statista che è più grave bruciare un cassonetto della spazzatura per impedire di farsi costruire un inceneritore sotto casa piuttosto che garantire la sicurezza a delle minoranze? Forse no. Ma siamo pur sempre alle solite bravate. Non sento neppure le proteste dei cattolici, né del loro Papa. Non si alzano voci preoccupate di intellettuali del calibro di Veneziani, Feltri, Ferrara o Belpietro. La Mafai, per fortuna, tace e anche Pansa non ha un bel niente da dire.
Fenomeni patologici, si dirà, semplici criminali: ma questi vivono nei nostri condomini, frequentano le nostre scuole, ascoltano le nostre tv, votano i nostri partiti; loro non sono rom o clandestini. Non sono badanti moldave o avventuriere dell’est. Loro sono gli italiani che ci proteggono. Dei dementi che sognano il ripristino dei lager, cui fa da apripista un altro demente che vorrebbe dedicare una strada della capitale a Giorgio Almirante, proprio mentre il di lui suocero viene rinviato a giudizio per la strage di Piazza Fontana, sono i nuovi eroi appaltanti della difesa dal male dello straniero.
Ma gli stranieri sono loro.
Anche io ho un’idea di tolleranza zero. Adesso è diversa da quella di cui sono in possesso Maroni, Bertolaso o la neo piattolona Marcegaglia o Veltroni e Polito. E non perché io senta meno di prima il mio desiderio di difendere sempre la mia incolumità, ma perché vedo che ce n’è uno in più che attraverso le sue spavalderie squadriste vuole usare le mie paure e soprattutto quelle di chi ne ha più di me.
Io conosco l’antidoto a quelle paure: così da domani verso qualunque susssurro, mormorio o voce accondiscendente rivolto a “quel” ventennio o peggio ancora rispetto la repubblica sociale di Salò, e ai loro discendenti mai pentiti, co-stragisti e stipendiati per cinquantanni dalla democrazia italiana, verso qualunque giustificazionismo, accenno revisionistìco o altro accomodamento retorico e allusione anche “innocente” a ebrei, lager, finocchi e via crescendo, immediatamente cancellerò dalla mia lista di conoscenze, amicizie, anche se malintese, chi se ne farà portavoce. Spiegherò il perché senza discutere e poi basta: neanche più un saluto.
Si sappia che si può anche andare oltre, molto oltre. Questo gesto potrebbe anche essere solo un debutto, ma spero che basti.

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Mercoledì, 27 Febbraio 2008

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Un blogger in parlamento?

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 16:07

Ecco io ho letto di questa interessante iniziativa qui. Sono rimasto abbastanza basito. Mi sono ripreso subito e ho letto (scarsi, per fortuna) commenti eccitati in rete da parte di qualche escatologicopensanteblogger che dopo aver creduto a Babbo Natale, un po’ anche a Rambo e in ultimo anche a Berlusconi e Topo Gigio redivivo, adesso pensa che portare un blogger in parlamento sia un impegno doveroso per ragioni tecno-democratiche. Dico io: mandateci Beppe Grillo, no?
La petizione è stata firmata da individui numero 472 (per ora). Abbastanza pochi da meritarsi un singolo pernacchio. Ma a pensarci bene (anzi, male) tanti quanti ne bastano, in Italia, per fare un partito. Il partito di Guglielmo Tell. Quello che c’aveva una mira che lévati. Uguale uguale a quelli dei petitori. Che andrebbero a mignotte per farsi insegnare anatonomia.

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Giovedì, 17 Gennaio 2008

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Due santi

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 22:26

Non uno, ma due martiri in meno di due giorni. Ma quale fede, quale santa scenografia potrebbe tanto? Prima il papa che si costruisce un ruolo da vittima con il determinante aiuto della stampa di destra, un rettore confusionario e di una totalmente errata strategia “laica”, poi Mastella & wife-  vittime dei giudici - una coppia che rivendica il primato del proprio mestiere - quello della politica - proprio mentre si mormora che pensasse anzitutto a quello della propria famiglia.
Intanto Clemente manda i saluti a Benedetto e risponde all’appello del cardinal Bertone che ha invitato “tutti” (tutti chi?) all’Angelus come un qualunque gruppettaro incita all’apppuntamento di piazza e conferma - senza timore di smentita - il ruolo eminentemente politico e neo papista di questa Chiesa.
Come Ruini che lamenta solidarietà tardive (le ha cronometrate di persona), Mastella dice che ci sono minoranze di giudici cattivi tutte contro di lui. E per occupare, con un po’ di ragione, le pagine dei giornali si dimette, ringrazia Prodi della solidarietà  e appoggia il governo dall’esterno, anche perché dei suoi non ce n’è più uno libero per farlo da dentro.
“Persecuzione”, urlano quelli di Militia Christi: fortunati loro che non fanno i monaci in Birmania. “Persecuzione”, pensa Mastella: fortunato anche lui che di questi tempi non deve fare una conferenza stampa a Nairobi, ma solo a Benevento.
Due leoni, due intellettuali, due santi. E tutto questo in Italia, a Roma. Luogo in cui la politica non riesce a fare a meno dei cattolici e dei loro sacrifici.

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Lunedì, 10 Dicembre 2007

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Ruttoni

Archiviato in: Sulfurea — francesco @ 12:47

Pare che Luttazzi sia stato punito per aver espresso un’opinione personale sull’Enciclica Spe Salvi.
Alla faccia degli scandalizzati di ieri che pensano sia il caso di discutere di satira. (Ferrara, il capo bastone dei furbacchioni, infatti si è buttato sul piattino, sperando di convincerci che un bel dibattito è quello che ci vuole).
L’affermazione, se vera (e pare proprio che lo sia), conferma l’afflato medievale che da tempo incombe sul paese. Non che ci si possa stupire del potere vaticano. Ma la spettacolarizzazione della politica e della fede nel regalare tutto alla visibilità, aiuta il grottesco a diventare familiare. Il pericolo sta proprio qui. Ed è uno specifico televisivo.
Si cominciano a intravvedere gli untorelli, le pie baldracche, i leccaculo di professione che virano la barra. Ingraziarsi un parente prelato, o averne uno, sarà roba da vips. Tra poco avremo un reality per soli preti.
Anche la concezione della democrazia, vituperata in teoria e pratica in tutta l’Ecclesia, verrà assegnata di diritto alla cultura cattolica - segnatamente teologica - al prossimo Festival di Sanremo. Premio della critica, of course.
In buona sostanza, sapere che si può essere puniti per un’opinione su un documento papale (diciamo la verità: di nessuna importanza culturale, teorica e concreta per il mondo) rende tutti meno liberi.

Domanda: che cosa dovrà ancora accadere per mandare a fare in culo una buona volta questo clero e questa classe dirigente di beghine atee pornografe e senza spina dorsale che popolano la televisione pubblica e privata ? La politica dei Mastella e delle Binetti non inorridisce. Prossimi passi: per evitare confusione chiederanno che i finocchi siano spolpati vivi, ma mai crocifissi. Gente seria e pia, mica ciccioli.

Che cos’è la decenza di uno Stato di diritto e di una classe dirigente?
Se non morire, bisognerà almeno ferirsi per Luttazzi?
Mi viene voglia di chiedere asilo politico in Francia

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